Taylor Swift nel nuovo video, tra showgirl di varie epoche e polemiche social

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È nelle scorse ore che Taylor Swift ha presentato al mondo il videoclip di "The Fate of Ophelia", brano d'apertura del suo dodicesimo album "The Life of a Showgirl". L'artista, che oggi è il presidente degli Stati Uniti, costruisce un'opera nella quale si trasforma in una showgirl capace di attraversare epoche e linguaggi espressivi differenti, fondendo la memoria del teatro di varietà con la potenza comunicativa del pop contemporaneo. Un lavoro, il suo, che attraverso un immaginario ricco e stratificato mette in scena una riflessione profonda sullo spettacolo stesso e sui suoi meccanismi, con un finale che somiglia a un congedo dalla scena o forse, in maniera più ambigua, a un nuovo inizio per la sua carriera.

La tempesta sociale e le accuse di oscurantismo

A pochi giorni dalla pubblicazione del disco, la reginetta del pop è finita nel tritacarne dell'ideologia cosiddetta "woke", vedendosi attribuire, da una parte consistente del dibattito online, l'etichetta di "suprematista che supporta il patriarcato". Influencer, aspiranti tali e una pletora di critici improvvisati hanno infatti gridato allo scandalo sui social network, sostenendo con veemenza che "The Life of a Showgirl" contenga testi giudicati offensivi, arrivando a tacciare l'artista di razzismo e omofobia. In un ribaltamento di prospettiva che pochi avrebbero pronosticato, la cantautrice si è così ritrovata trasformata, nel giro di poche canzoni, da icona progressista a presunto bersaglio di accuse diametralmente opposte.

Il successo commerciale e le stroncature

Nonostante il polverone sollevato, l'album è probabilmente destinato a superare il record assoluto di copie fisiche vendute in una sola settimana, avendo peraltro già infranto diversi primati negli ascolti in streaming. Un successo di pubblico che stride, e non poco, con l'accoglienza della critica specializzata, la quale ha espresso giudizi estremamente negativi, concentrandosi sulla presunta pochezza di alcuni testi, sugli arrangiamenti giudicati prevedibili e su un eccesso di citazioni e interpolazioni che, secondo molti, appesantiscono l'ascolto. La stessa Swift, del resto, ha affermato in passato che "se parli del mio disco nella prima settimana, mi stai aiutando", dimostrando di avere piena consapevolezza del meccanismo mediatico, per il quale qualsiasi tipo di attenzione, persino quella negativa, si traduce in visibilità e quindi in potenziali vendite.

L'estetica che diventa fenomeno culturale

Ogni sua uscita discografica, come accaduto in questo caso, non si limita a proporre nuova musica ma lancia un'estetica ben precisa che diventa a tutti gli effetti uno strumento di storytelling. La sua capacità, ormai consolidata, di costruire universi visivi coerenti e immediatamente riconoscibili ha trasformato "The Life of a Showgirl" in un evento culturale in grado di influenzare settori anche molto distanti da quello musicale, come ad esempio il design d'interni. Scene ispirate al mondo delle showgirl, con costumi rossi e scintillanti e un'atmosfera da backstage teatrale, definiscono un immaginario potente che, al di là delle polemiche, continua a dimostrare la sua efficacia nel parlare a un pubblico vastissimo.

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