Ponte sullo Stretto, il Tar accoglie il ricorso dei comuni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, già al centro di numerose polemiche e controversie, ha incontrato un nuovo ostacolo. Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio ha infatti dichiarato ammissibile il ricorso presentato dai comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni contro la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) positiva espressa dal Ministero dell'Ambiente. La commissione ministeriale, pur avendo dato un parere favorevole, aveva espresso sessanta osservazioni a cui il progetto avrebbe dovuto adeguarsi.
In un contesto già segnato dal caos ferroviario e dalle polemiche sulla precettazione, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si trova ora a dover affrontare anche questa battuta d'arresto. Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso presentato dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, che contestavano il parere positivo della commissione Via Vas al progetto del ponte. Il ministero dei Trasporti e la società Stretto di Messina speravano di chiudere rapidamente la questione, dichiarando inammissibile il ricorso e considerando il parere della commissione come un atto endoprocedimentale.
Il Tar ha invece ritenuto ammissibile l'impugnazione del parere della commissione del Ministero dell'Ambiente, aprendo così la strada all'integrazione documentale proposta dai comuni ricorrenti. I nuovi documenti che potranno essere prodotti riguarderanno anche gli eventuali impatti e i potenziali danni ambientali del progetto. L'udienza per discutere il merito del ricorso è stata rinviata a data da destinarsi, lasciando aperta la questione e alimentando ulteriori incertezze sul futuro del Ponte sullo Stretto.
Il senatore Tilde Minasi, capogruppo della Lega in commissione Trasporti di Palazzo Madama, ha commentato la vicenda sottolineando come il ricorso, per volontà dei ricorrenti, non sia stato neanche affrontato nel merito. Secondo Minasi, le tesi "Nopontiste" presentate dai comuni ricorrenti erano già state smontate una per una dal parere favorevole del Ministero dell'Ambiente.




