Giulia De Lellis racconta i lati inaspettati della maternità: "Mi sento in colpa quando lavoro"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un messaggio sincero e disadorno, pubblicato sui social dopo una visita di controllo, Giulia De Lellis ha scelto di abbattere quell’aura di perfezione che spesso circonda la maternità raccontata online, parlando invece di quelle fatiche intime e di quelle piccole contraddizioni che segnano il percorso di una neomamma. L’influencer, che con il compagno Tony Effe ha dato alla luce la piccola Priscilla all’inizio di ottobre dello scorso anno, ha colto l’occasione per un monito alla prevenzione, trasformando poi il racconto in una confessione a cuore aperto sui mutamenti interiori e sulle nuove sensibilità che l’hanno investita.
Il peso della lontananza e il conflitto con il lavoro
La narrazione pubblica di De Lellis, che ha sempre protetto la privacy della figlia evitando di mostrarne il volto, si è concentrata su un sentimento che molte riconosceranno: il senso di colpa legato alla necessità di allontanarsi. "Quando sto lontana da mia figlia perché, ovviamente, devo lavorare mi sento in colpa", ha rivelato di aver confidato al proprio ginecologo, sottolineando come quel turbamento non sia un’esperienza solitaria ma comune a tantissime donne che cercano di conciliare la propria professione con il nuovo ruolo genitoriale. Una sofferenza, la sua, che non paralizza ma anzi spinge a tentare un difficile equilibrio, come ha tenuto a precisare: "Soffro molto ad allontanarmi dalla mia bambina quando lavoro o quando faccio qualsiasi cosa senza di lei, ma ci sto provando lo stesso".
Le nuove ritualità e le piccole ossessioni
Accanto al macro-dramma della separazione forzata, emergono nel suo racconto dettagli minuti e significativi, che disegnano il profilo di una quotidianità ridefinita nei gesti più semplici. È il caso, ad esempio, di una nuova e inattesa ritrosia fisica: "Se ho del make-up in faccia non riesco a toccare mia figlia. Devo sbloccare questa cosa qua", ha ammesso con candore. Un’affermazione che, al di là dell’aspetto aneddotico, fotografa la nascita di una iper-consapevolezza materna, attenta persino al contatto tra la propria pelle e quella del neonato, quasi a voler preservare una purezza nel rapporto.
La trasformazione personale e una dolce rivelazione
Il dialogo con il ginecologo, che fa da cornice a queste rivelazioni, non si è limitato a registrare le difficoltà ma ha anche offerto uno spunto di tenerezza, sebbene i dettagli non siano stati esplicitati dall’influencer. Quel momento professionale, nato per un controllo, è diventato così il palcoscenico per una condivisione più umana, evidenziando come la figura medica possa a volte cogliere e restituire, con un commento appropriato, la portata emotiva del cambiamento in atto. Il tutto, senza che De Lellis senta il bisogno di esibire il proprio ruolo di madre, ma descrivendolo piuttosto come un viaggio in divenire, costellato di scoperte e di prove da superare, di cui la piccola Priscilla resta il centro silenzioso e amato.




