Giovanni Allevi: "Prometto di vivere fino a 95 anni", il docufilm e la nuova musica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l'autunno inizia a tingere il paesaggio oltre la sua finestra, Giovanni Allevi si trova a casa, avvolto nel piumone, a osservare il cambiamento della stagione. Non è un riposo ordinario, bensì la fase successiva a un'infusione terapeutica, un appuntamento ormai consueto nella sua vita da tre anni a questa parte. "È un momento bellissimo quando alla fine di una infusione, che mi fa stare male per dieci giorni, ti portano il budino al cioccolato", racconta il compositore e pianista, descrivendo con disarmante semplicità i piccoli conforti che illuminano un percorso segnato dalla lotta contro un mieloma.
La forza di una promessa oltre la prognosi
Quel sorriso, come egli stesso ammette, è "stampato" sul suo volto nonostante gli effetti collaterali del trattamento, che definisce senza mezzi termini: una sensazione di essere "sbarellato", accompagnata da una febbre che acuisce il dolore osseo. Le cure a cui si sottopone, come tiene a precisare, non sono chemioterapiche ma hanno lo scopo di rinforzare le ossa. È in questo contesto che Allevi elabora la sua risposta alla diagnosi: alle statistiche che gli parlano di due anni di vita, oppone una promessa pubblica e carica di speranza: "Prometto che arriverò a 95". Una dichiarazione che suona come un'affermazione di volontà, un atto di fede nella vita che va oltre i numeri.
Il ritorno alla vita con il docufilm e la nuova colonna sonora
Questa energia vitale trova la sua espressione più compiuta in un progetto artistico che segna il suo ritorno sotto i riflettori. A ottobre, in occasione della Festa del Cinema di Roma, sarà presentato "Allevi – Back to Life", un docufilm che racconta proprio il suo percorso di ritorno alla vita. L'opera, che successivamente approderà nelle sale cinematografiche a partire dal 17 novembre, conterrà anche una nuova colonna sonora, a testimonianza di come la sua vena creativa non si sia mai arrestata.
Un messaggio di resilienza attraverso l'arte
Quella di Allevi è stata un'esistenza "accidentata", che oggi considera certamente più ricca di un'esistenza lineare. Attraverso la sua arte e ora con questo documentario, continua a essere un artista generoso, conducendo il pubblico non solo attraverso le sue composizioni ma anche attraverso le vicende personali. Senza mai sottrarsi alla narrazione della malattia, ha scelto di trasformare la propria esperienza in un messaggio di resilienza, dove la fragilità del corpo non ha intaccato la forza dello spirito.




