Bianchini: "Nba Europe, Milano è pronta. Per Roma sfida enorme, ma..."
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Redazione Sport
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L’annuncio, atteso per fine mese dal commissioner Adam Silver, segnerà l’avvio ufficiale di un percorso che punta all’autunno del 2027, quando la nuova lega NBA Europe dovrebbe vedere concretamente la luce. Il progetto, che si regge su una triplice leva – la potenza finanziaria d’oltreoceano, il sostegno istituzionale della FIBA e un calendario pensato per coesistere con le nazionali e i campionati domestici – mira a ridisegnare il panorama del basket continentale, rischiando di aprire una nuova, profonda frattura con l’Eurolega esistente. In questo quadro strategico, l’Italia rappresenta un mercato cardine, con Milano già indicata come piazza naturale e pronta per ospitare una franchigia. La sfida, ambiziosa e complessa, si sposta dunque sulla Capitale, considerata l’altro bacino indispensabile per il successo dell’operazione nel Paese.
Il sogno di far rinascere la Virtus Roma
Proprio a Roma, dove il movimento – nonostante l’eccellenza delle società minori nel forgiare talenti, spesso esportati, e la presenza di due solide formazioni in Serie A2 seguite da un pubblico fedele – fatica a ritrovare un’eco di rilievo nazionale, si concentrano ora le speculazioni e i piani più audaci. L’obiettivo, apertamente dichiarato da più parti, è la resurrezione di un marchio glorioso come quello della Virtus Roma, estinto dopo lo scioglimento della società avvenuto nel 2020. Le voci, che si infittiscono, parlano di almeno tre diversi consorzi di investitori esteri potenzialmente interessati a sostenere l’onere finanziario dell’operazione, la cui portata economica sarebbe enorme. Un’iniziativa del genere, d’altronde, non potrebbe prescindere da un solido capitale di partenza e da una visione chiara, sia sportiva che imprenditoriale.
Il nome di Messina nelle voci di mercato
Ed è proprio sulla figura che potrebbe incarnare questa visione che si addensano le indiscrezioni più recenti. Dopo l’addio a Olimpia Milano, il futuro di Ettore Messina è oggetto di un dibattito sempre più insistente, che lo lega alla possibile rinascita della squadra capitolina. Alcune testate, come “La Prealpina”, hanno rilanciato con forza l’ipotesi, dipingendo il tecnico di spicco come il volto ideale per guidare la nuova creatura romana nella sua fase di lancio. L’ipotesi, per quanto ancora nebulosa, suggerisce una timeline precisa: l’eventuale approdo di Messina sarebbe funzionale a un progetto che punta a riportare Roma nella massima serie già nella stagione 2026/27, creando così la piattaforma perfetta per l’ingresso nella NBA Europe l’anno seguente. Si tratta, è evidente, di un puzzle i cui pezzi devono ancora trovare una collocazione definitiva, ma il disegno complessivo inizia a delinearsi con maggiore chiarezza.
La partita si gioca su più tavoli
La strada verso il 2027, tuttavia, rimane lastricata di incognite e di lavoro da svolgere su più fronti. Oltre alla necessità di formalizzare gli investimenti e di definire l’assetto proprietario, una possibile squadra romana dovrebbe affrontare il non semplice iter per l’acquisizione di un Titolo sportivo valido per la Serie A, in un contesto che vede la stessa Lega basket doversi interfacciare con le novità epocali promosse dalla federazione mondiale e dalla NBA. La partita, insomma, si gioca contemporaneamente sul piano finanziario, su quello sportivo-istituzionale e su quello puramente tecnico, dove la scelta di un direttore d’orchestra di altissimo profilo diventerebbe un segnale forte verso il mercato e verso i tifosi. La speranza, per chi sogna un rilancio del basket nella capitale, è che questa complessa macchina organizzativa trovi al più presto la sua sincronia.




