Reggiana travolta 4-0 dal Sudtirol, primo ko per Rubinacci al Mapei Stadium

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’undici di mister Castori, schierato con il consueto 3-5-2, ha letteralmente dominato la scena fin dalle prime battute, mettendo in seria difficoltà una Reggiana irriconoscibile e incapace di reagire, complice anche qualche scelta di formazione che, a posteriori, è parsa fin troppo prudente. La prima frazione di gioco, pur vivace e con qualche sporadica incursione granata, si era chiusa con il vantaggio ospite siglato da Kofler al trentanovesimo: per il difensore, un colpo di testa vincente su cross di Casiraghi che non ha lasciato scampo a Micai, battuto sul palo lontano e forse leggermente incolpevole vista la traiettoria precisa e tesa del pallone. Nello spogliatoio, mister Rubinacci ha cercato di scuotere i suoi, ma il copione in avvio di ripresa non è cambiato, con il Sudtirol bravo a gestire il vantaggio senza affanni.

Il vero black-out mentale e fisico della formazione di casa è però arrivato all’ottantatreesimo, quando Pecorino, entrato da poco, ha firmato il raddoppio capitalizzando una ribattuta su un tiro precedentemente respinto dalla difesa. Da quel momento in poi, il Mapei Stadium è diventato un teatro di impotenza e frustrazione: tre minuti più tardi, al quarantunesimo, Casiraghi ha trasformato in gol una delle tante ripartenze lasciate scoperta dai centrocampisti granata, e nel recupero, precisamente al quarantottesimo, Merkaj ha chiuso le danze fissando il punteggio sullo 0-4 finale. Un risultato pesantissimo, che ha fatto immediatamente suonare tutti i campanelli d’allarme in casa Reggiana, complice anche la classifica che, alla luce di altri risultati, si è fatta improvvisamente più corta.

L’analisi della debacle granata e il rischio concreto dei playout

A fronte di un Sudtirol cinico e letale – quattro tiri in porta e quattro reti, a testimonianza di una precisione chirurgica sotto porta – la Reggiana ha mostrato il fianco a tutte le ripartenze degli avversari, evidenziando crepe preoccupanti sia in fase di non possesso che nella costruzione della manovra. La squadra di Rubinacci, che pure aveva dato segnali di risveglio nelle settimane precedenti con la vittoria sullo Spezia, è sembrata smarrita, priva di quella grinta necessaria in una sfida salvezza e, cosa ancor più grave, con poche idee in fase offensiva. I tiri verso la porta di Cragno, tornato titolare dopo l’infortunio, si contano sulle dita di una mano, a dimostrazione di una manovra sterile e prevedibile che ha finito per agevolare il lavoro della retroguardia altoatesina.

Il dato preoccupante per i tifosi granata non è soltivo il passivo, quanto la posizione in classifica che rischia seriamente di compromettere quanto di buono costruito nelle settimane scorse. Con la squadra ferma a ventinove punti, la zona playout è lì, a un passo, e l’eventuale successo del Mantova sul Palermo – partita in programma domani – potrebbe risucchiare la squadra nelle sabbie mobili della bassa classifica. Un rischio concreto, questo, che richiederebbe una reazione immediata già dalla prossima e difficilissima trasferta di Venezia, dove sabato i granata affronteranno la capolista, reduce anch’essa da una vittoria larga per 4-0 ai danni dell’Avellino.

Le scelte tattiche e l’assenza di Girma si fanno sentire nel finale di gara

Mister Rubinacci, alla sua prima sconfitta sulla panchina della Reggiana, dovrà lavorare molto sulla testa dei suoi ragazzi oltre che sugli schemi, perché il crollo verticale degli ultimi dieci minuti ha dell’incredibile. L’espulsione o meglio l’assenza per squalifica di Girma si è sentita eccome, privando la manovra offensiva di un riferimento importante e costringendo Portanova a un arretramento del suo raggio d’azione per sopperire alle difficoltà di costruzione dal basso. Le sostituzioni, inoltre, non hanno sortito l’effetto sperato, e anzi, l’ingresso di alcuni elementi freschi ha paradossalmente coinciso con il momento di maggior confusione tattica, lasciando praterie agli esterni del Sudtirol, bravissimi ad allargare il gioco e a pungere in velocità.

Dal canto suo, la formazione guidata da mister Castori può sorridere e guardare con ottimismo al futuro: la vittoria, maturata al termine di una prestazione di carattere e sostanza, proietta gli altoatesini in piena corsa per un posto ai playoff, sfruttando al meglio le due gare consecutive in trasferta. La solidità del gruppo, la concretezza sotto porta e la capacità di interpretare ogni momento della gara con la giusta cattiveria agonistica sono segnali importanti per una squadra che, partita dopo partita, sta dimostrando di poter recitare un ruolo da protagonista in questa seconda parte di stagione, al di là di ogni più rosea aspettativa estiva.

Il tabellino della partita e l’arbitraggio di Zanotti

A dirigere l’incontro è stato il signor Andrea Zanotti della sezione di Rimini, coadiuvato dagli assistenti Cortese e Zezza e dal quarto ufficiale Perenzoni. Al Var, la sala di Serra e Volpi non è stata chiamata in causa per episodi particolarmente controversi, vista la netta supremazia degli ospiti e la sostanziale linearità delle decisioni prese in campo. Ammoniti Pecorino, per un fallo inutile a centrocampo, e Sampirisi, subentrato nella ripresa, per un intervento in ritardo. Sei i minuti di recupero complessivi tra i due tempi, con gli spettatori presenti – poco più di ottomila, di cui solo una sessantina dal Trentino-Alto Adige – che hanno progressivamente abbandonato lo stadio ben prima del triplice fischio, incapaci di sopportare la débâcle della propria squadra del cuore.

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