Tamberi vince a Katowice con 2.31 e si prenota per le Finali di Diamond League
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Redazione Sport
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Gianmarco Tamberi ha vinto la tappa polacca della Diamond League a Katowice, superando l'asticella a 2.31 metri e conquistando, nel contempo, l'accesso alla finale a sei del circuito in programma a Bruxelles il 4 settembre. L'oro europeo di Birmingham, arrivato otto giorni fa con la misura di 2.32, non era dunque un episodio isolato, bensì il tassello di un ritorno alla competitività che l'altista anconetano aveva cercato per tutta l'estate, e che ora trova una sua prima, inequivocabile conferma sulla pedana polacca.
La vittoria in Silesia, la sesta in carriera nel massimo circuito internazionale itinerante, assume un sapore particolare se si considera che mancava dalla finale di Bruxelles del settembre 2024, quasi due anni di attesa che hanno messo a dura prova la continuità di rendimento del campione olimpico.
La rimonta in classifica e il colpo di scena
Prima di ieri, con i tre miseri punti raccolti a Montecarlo, Tamberi occupava la quattordicesima posizione nella classifica di specialità della Diamond League; una situazione di classifica che appariva compromessa e che richiedeva un successo per mantenere vive le speranze di qualificazione all'appuntamento conclusivo. L'inizio di stagione, lo scorso 10 luglio sulla pedana monegasca dove nel 2016 aveva siglato il record italiano di 2.39 per poi infortunarsi, era stato un sesto posto con 2.23 che lasciava intravedere più ombre che luci.
Invece, nel giro di un mese, il fuoriclasse marchigiano ha ribaltato il copione: prima il volo a 2.32 che gli è valso il titolo continentale a Birmingham, e ora il 2.31 di Katowice che gli consente di staccare il pass per le Finali di Diamond League, presentandosi a Bruxelles con la consapevolezza di poter giocarsi le sue carte fino in fondo. La vittoria è arrivata quando Tamberi si ritrovava con le spalle al muro, sull'orlo del precipizio, dimostrando ancora una volta una capacità di reagire che è ormai un tratto distintivo del suo carattere agonistico.
Una stagione iniziata in salita
La stagione di Gianmarco Tamberi si era aperta con ben altre premesse a Montecarlo, dove il sesto posto e la misura di 2.23 avevano sollevato qualche interrogativo sulla condizione fisica e sulla capacità di esprimersi ai massimi livelli dopo un periodo di stop. Tuttavia, l'oro di Birmingham è arrivato come una scarica di adrenalina, e il successo in Polonia ne ha rappresentato la logica conseguenza, quasi una certificazione di continuità che mancava da tempo. L'atleta anconetano, vincendo con 2.31, ha superato l'asticella al primo tentativo, dimostrando una pulizia tecnica e una sicurezza che fanno ben sperare in vista dell'impegno di Bruxelles. La finale a sei del circuito, in programma il 4 settembre, lo vedrà partire da una posizione di rincalzo, ma la vittoria di Katowice gli ha regalato quella conferma che cercava, come lui stesso ha dichiarato a caldo: un successo che serve a ricostruire la fiducia e a proiettarsi verso gli impegni futuri con rinnovato ottimismo.
I numeri di un ritorno
Il 2.31 di Katowice non è solo un risultato tecnico, ma un passaggio obbligato per un atleta che ha costruito la sua carriera sulla capacità di esaltarsi nei momenti decisivi. La classifica di specialità della Diamond League, che prima della tappa polacca lo vedeva lontano dalla zona di qualificazione, è stata ribaltata da questa vittoria che gli garantisce la partecipazione alla finale.
Il circuito di Diamond League, peraltro, non rappresenta l'unico obiettivo stagionale: il successo in Polonia apre anche le porte ai ricchi Ultimate Championship, un'ulteriore motivazione per un atleta che non smette mai di cercare nuovi stimoli. Intanto, la pedana di Silesia ha visto anche l'ucraina Iryna Gerashchenko distinguersi come unica atleta a superare al primo tentativo la quota di 1,98 metri, a dimostrazione di una serata di alto livello tecnico che ha coinvolto diverse discipline.
Per Tamberi, la vittoria in Polonia è il sesto sigillo personale nel massimo circuito internazionale e la risposta a chi, dopo Montecarlo, poteva dubitare della sua capacità di tornare a competere ai vertici mondiali.
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