Petardi contro il Viola Park, notti di tensione durante il ritiro della Fiorentina
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Redazione Sport
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Mentre la squadra si prepara alla trasferta di Losanna, dove mercoledì affronterà l'ultimo impegno della fase a gironi di Conference League, il ritiro al centro sportivo Viola Park è stato turbato da due episodi intimidatori. Nelle prime ore della notte tra domenica e lunedì, e poi in quella successiva, un gruppo di sei o sette individui ha preso di mira il complesso di Bagno a Ripoli, lanciando petardi di grosso calibro verso la recinzione perimetrale, per poi darsi prontamente alla fuga senza lasciare tracce. Gli ordigni, che per fortuna non hanno causato danni a persone o alle strutture, sono esplosi all'esterno del centro, in quello che le forze dell'ordine interpretano come un chiaro gesto di protesta e un tentativo di disturbare la concentrazione della rosa. I carabinieri, ai quali la società ha immediatamente segnalato gli accaduti, hanno avviato un’indagine per identificare i responsabili, esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, che qualcuno – è bene ricordarlo – tentò di danneggiare già in passato.
Il contesto sportivo e le indagini in corso
L’atmosfera, del resto, non era delle più serene già dal post-partita dell’ultimo impegno casalingo in campionato, quando un settore della tifoseria aveva lasciato l’impianto prima del fischio finale, creando un clima di malessere che aveva reso necessaria un’uscita scortata dei calciatori. Gli episodi della notte, seppur privi di conseguenze materiali gravi, si inseriscono in una catena di tensioni che sembrano voler seguire la squadra anche nel luogo deputato alla preparazione. L’allenamento di rifinitura in programma questa mattina, con la consueta breve finestra aperta ai giornalisti, è dunque proseguito sotto una cupola di vigilanza rafforzata, mentre il tecnico Paolo Vanoli e un giocatore si preparano a raggiungere la Svizzera per i doveri ufficiali pre-gara imposti dal regolamento Uefa.
La partita in palio e il lavoro delle forze dell'ordine
La trasferta di Losanna, va detto, rappresenta un obiettivo di rilievo per i destini europei della Fiorentina, la quale, in uno scenario paradossale, potrebbe vedere garantito l’accesso ai playoff di febbraio anche in caso di sconfitta, mentre una vittoria aprirebbe la strada per un piazzamento tra le prime otto che garantirebbe il passaggio diretto agli ottavi di marzo. Un contesto competitivo delicato, che questi fatti di cronaca nera – trattati con il massimo riserbo investigativo – rischiano di offuscare. Le indagini procedono senza sosta, con i militari dell’Arma che stanno ricostruendo la dinamica precisa degli eventi e le possibili rotte di fuga utilizzate dal gruppo, analizzando ogni dettaglio utile a risalire agli autori di gesti che, oltre a costituire reato, gettano un’ombra inquietante sulla normale vita del club.
La reazione del club e il prosieguo delle attività
La società, dal canto suo, ha preferito non alimentare polemiche pubbliche, limitandosi a cooperare strettamente con le autorità e a garantire la sicurezza dei propri atleti e dello staff, molti dei quali alloggiano proprio nel centro sportivo. La scelta di non modificare pubblicamente il programma del ritiro, se non con misure di sicurezza interne inevitabilmente inasprite, sembra voler comunicare una volontà di non cedere a pressioni esterne. La normale routine, che include sessioni tecniche e momenti di lavoro specifico, è proseguita nel tentativo di isolare la squadra dalle tensioni, concentrando le energie su un obiettivo sportivo che resta chiaro e prioritario, nonostante i petardi esplosi nel buio della notte fiorentina.




