La nuova Eu Inc. accelera: società in 48 ore per 100 euro, la proposta UE al via il 18 marzo
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Redazione Economia
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Un mercato unico che funzioni davvero per chi fa impresa, con una burocrazia ridotta all'osso e la possibilità di operare oltre i confini nazionali senza doversi districare tra ventisette legislazioni diverse. È questo, in sintesi, l'obiettivo del progetto Eu Inc., il nuovo quadro societario che la Commissione europea si appresta a presentare ufficialmente martedì 18 marzo. La proposta, che sarà discussa dal Parlamento europeo con l'aspettativa di un via libera entro la fine del mese, punta a istituire un cosiddetto ventottesimo regime, affiancando cioè i diritti societari nazionali con una forma giuridica armonizzata, opzionale e pensata soprattutto per le startup e le scale-up che vogliono crescere in fretta nel continente.
Le bozze del regolamento, che secondo quanto si apprende consta già di 107 articoli, disegnano una società a responsabilità limitata di diritto europeo, la cui caratteristica principale sarà la semplificazione procedurale. La costituzione della Eu Inc. avverrà interamente online, tramite moduli standardizzati e con un costo massimo di cento euro, e le procedure, centralizzate e collegate ai registri nazionali delle imprese, dovrebbero concludersi nell'arco di quarantotto ore. Questo significa, per un imprenditore, la possibilità di avere una società riconosciuta automaticamente in tutta l'Unione, da Lisbona a Helsinki, senza passare attraverso costosi e lenti adattamenti a ogni singolo ordinamento.
Il cuore della riforma, che rappresenta una delle risposte concrete al rapporto Draghi sulla competitività, risiede nella volontà di superare quella frammentazione normativa che da anni rappresenta un freno per gli investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese innovative europee. Non si tratta di un obbligo, ma di uno strumento in più a disposizione di chi vuole raccogliere capitali oltre i confini nazionali: le nuove società potranno emettere azioni senza valore nominale e utilizzare strumenti finanziari tipici del mondo del venture capital, come i warrant e i contratti SAFE, con una flessibilità oggi sconosciuta in molti Stati membri. Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione con delega alla Coesione e alle Riforme, intervenendo di recente a un incontro dedicato al capitale di rischio, ha sottolineato come l’esecutivo comunitario stia creando le condizioni per semplificare le normative, affrontando quella complessità che deriva dalla divisione in ventisette differenti modelli, con l’obiettivo dichiarato di sostenere i capitali di rischio e sviluppare un grande potenziale per le imprese.
Parallelamente alla struttura societaria, un altro pilastro della proposta riguarda la mobilità dei talenti e la loro fidelizzazione. Viene introdotto un piano europeo di azionariato per i dipendenti, l’Eu-Esop, che dovrebbe superare le attuali disparità fiscali tra i vari paesi. Le aziende potranno offrire stock option con uno schema unico valido in tutta l’Ue, prevedendo che il reddito derivante da questi strumenti venga tassato una sola volta, al momento della cessione delle azioni, e non durante le fasi di concessione o maturazione del diritto. Un meccanismo, questo, che punta a rendere l’Europa più attrattiva per i cervelli e per gli investitori internazionali, in un confronto sempre più serrato con i mercati statunitense e cinese




