Anthropic e SpaceX, l’accordo per la potenza di calcolo che guarda già allo spazio

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’annuncio, arrivato nel corso del keynote dedicato a Claude Code, ha un sapore quasi paradossale se si considerano i trascorsi pubblici tra le due parti; eppure, Anthropic ha siglato un accordo strategico con SpaceX di Elon Musk per potenziare drasticamente la propria potenza di calcolo, un’alleanza che risolve sul nascere i problemi di capacità che da mesi affliggono gli utenti del modello Claude.

La società guidata da Dario Amodei, ormai l’unica tra le grandi aziende di intelligenza artificiale a soffrire un limite di utilizzo particolarmente stringente – nonostante i suoi servizi siano tra i più apprezzati e utilizzati sul mercato – avrà accesso immediato a Colossus 1, il supercomputer multimiliardario situato a Memphis che SpaceX gestisce in collaborazione con xAI.

L’operazione, della quale non sono stati divulgati i termini economici, prevede che Anthropic utilizzi l’intera capacità del data center: parliamo di oltre 300 megawatt di nuova potenza resi disponibili entro il mese, equivalenti a più di 220mila GPU Nvidia (modelli H100, H200 e i nuovi acceleratori GB200). milanofinanza +3

Più token per tutti, addio ai rallentamenti in vista della concorrenza spaziale

Le conseguenze di questa iniezione di potenza si traducono immediatamente in vantaggi tangibili per la base utenti, che era stata messa a dura prova dalla crescente popolarità degli assistenti.

Con le nuove risorse, Anthropic ha infatti raddoppiato le soglie di utilizzo di Claude Code calcolate su finestre di cinque ore per gli abbonati dei piani Pro, Max, Team ed Enterprise, rimuovendo al contempo i limiti nelle ore di punta per gli utenti Pro e Max.

Parallelamente, sono stati aumentati i token in input e output per le API del modello Claude Opus, rispondendo cosi alle pressioni di una domanda che stava mettendo in crisi le infrastrutture esistenti.

Se alcuni osservatori hanno ironizzato sul fatto che SpaceX conceda un intero data center – forse perché pochi utilizzano effettivamente il suo modello Grok? – la realtà è che Musk stesso ha dichiarato di non avere problemi a locare la struttura, visto che xAI ha già trasferito l’addestramento dei suoi modelli su Colossus 2. forbes +3

Oltre Memphis, il piano per i data center in orbita

Ma lo sguardo dell’intesa va ben oltre i confini del Tennessee, perché l’accordo getta le basi per un’evoluzione che fino a pochi mesi fa sembrava confinata ai tavoli da disegno delle agenzie spaziali.

Le due aziende hanno infatti espresso un formale interesse a collaborare per lo sviluppo di data center spaziali dedicati all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di realizzare diversi gigawatt di capacità di calcolo orbitale.

Il ragionamento di fondo, che ha spinto Anthropic a guardare al di fuori dell’atmosfera, è legato a un collo di bottiglia energetico sempre più evidente: i fabbisogni di potenza e raffreddamento per i modelli di prossima generazione stanno superando ciò che le reti elettriche terrestri e le risorse idriche possono offrire.

Nello spazio, invece, i pannelli solari raccolgono energia quasi il 100% del tempo, mentre il vuoto cosmico permetterebbe una dissipazione del calore per irraggiamento, eliminando l’enorme consumo d’acqua tipico dei centri dati tradizionali. forbes +3

L’infrastruttura come vantaggio competitivo nella guerra dell’Ia

La scelta di affidarsi a SpaceX non è casuale, visto che l’azienda di Musk è l’unica realtà al mondo a possedere la cadenza di lancio, l’economia di messa in orbita grazie al razzo Starship V3 e l’esperienza operativa della costellazione Starlink per rendere il calcolo orbitale un programma di ingegneria concreto e non una semplice ricerca accademica.

Secondo i piani depositati presso l’Fcc, Musk punta a lanciare fino a un milione di satelliti configurati come piccoli data center.

Per Anthropic, che ha accumulato una serie impressionante di partnership parallele (fino a 5 gigawatt con Amazon, 5 GW con Google e Broadcom, oltre a un’alleanza con Microsoft e Nvidia), questo accordo con SpaceX rappresenta un pezzo fondamentale per colmare il divario infrastrutturale con i rivali.

Mentre gli utenti finali beneficeranno già nei prossimi giorni di una capacità di calcolo migliorata per Claude Pro e Claude Max, la vera scommessa resta quella a lungo termine, con la previsione che i primi moduli operativi in orbita possano diventare significativi non prima del 2028. milanofinanza +3

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