Il crollo del governo Barnier

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la seconda volta in meno di tre mesi, la Francia si trova nuovamente senza un governo. Nella serata del 4 dicembre, i deputati delle opposizioni dell'estrema destra e del centro-sinistra hanno votato la sfiducia nei confronti di Michel Barnier, rendendolo così il primo ministro con la carriera più breve della Quinta Repubblica. L'ex negoziatore dell'Unione Europea per la Brexit è caduto sulla proposta di bilancio per il 2025, giudicata troppo austera dall'Aula, nonostante le concessioni dell'ultimo minuto del premier.

Barnier, nominato primo ministro il 5 settembre, è il secondo capo del governo della Quinta Repubblica a cadere per una mozione di sfiducia, dopo Georges Pompidou nel 1962. La mozione di sfiducia è stata approvata con 331 voti favorevoli, superando la soglia dei 289 necessari per far cadere il governo.

Il presidente Emmanuel Macron, di ritorno da una visita di Stato in Arabia Saudita, è atterrato a Parigi alle 20:10 della sera precedente, giusto in tempo per assistere alla caduta del governo da lui faticosamente nominato a inizio settembre. Macron, che aveva dichiarato nel discorso di Capodanno che il 2024 sarebbe stato un grande anno per la Francia, si trova ora di fronte a una situazione politica complessa e incerta.

Il presidente si rivolgerà ai francesi in televisione stasera alle 20, per annunciare le sue prossime mosse. La caduta del governo Barnier rappresenta un duro colpo per il macronismo, che proprio nell'anno della sua consacrazione si trova a dover affrontare una crisi politica di grande portata.

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