Forbidden Fruit, le anticipazioni della settimana: Sahika manipola Yigit, Lila soffre e Halit inizia a sospettare

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La settimana che prende il via lunedì 9 marzo si preannuncia particolarmente densa di colpi di scena per i fedelissimi di Forbidden Fruit, la soap opera turca che, nel pomeriggio di Canale 5, continua a tessere le sue trame fatte di inganni e sentimenti contrastanti. Al centro delle dinamiche che andranno in scena, naturalmente, c'è ancora una volta Sahika, la cui sete di vendetta e di denaro non conosce soste e la spinge a ordire piani sempre più subdoli per mettere le mani sul patrimonio di Halit. La sua strategia, in questi nuovi episodi, si concentra in particolare sulla figlia Lila e sul giovane Yigit, pedine che la donna muove sulla scacchiera della villa con la freddezza di un generale, calcolando ogni mossa e le sue conseguenze. Yigit, infatti, si reca da Sahika per riferirle di essere finalmente riuscito ad avvicinarsi a Lila, complice il bacio che i due si sono scambiati al termine di una festa. Il ragazzo, forse, si aspetta una qualche forma di approvazione, un segno di riconoscimento per aver eseguito gli ordini; e invece no, la reazione della donna è diametralmente opposta e, a suo modo, spiazzante. Sahika, con la consueta aria di superiorità, gli intima di allontanarsi immediatamente dalla ragazza, di diventare freddo e distaccato. Il suo ragionamento, se così si può definire, si basa sulla psicologia spicciola secondo la quale l'indifferenza non farebbe altro che accrescere l'interesse di Lila, rendendola ancora più vulnerabile e, quindi, facile preda. Yigit, che ormai sembra aver abdicato a qualsiasi volontà propria pur di compiacere la sua mentitrice, esegue l'ordine senza battere ciglio, e cambia radicalmente atteggiamento nei confronti della povera Lila, la quale, comprensibilmente, non capisce la ragione di questo voltafaccia e ne rimane profondamente ferita, sprofondando in uno stato di sofferenza e smarrimento.

Il dramma di Yildiz e l'intuizione di Leyla

Mentre Sahika gioca con i sentimenti dei due giovani, un'altra vicenda, se possibile ancora più drammatica, tiene banco alla villa e riguarda da vicino Yildiz e il piccolo Halitcan. La situazione, per la giovane madre, è diventata insostenibile da quando il test del dna ha escluso la paternità di Halit, portando l'uomo a cacciarla di casa. Yildiz, certa della propria fedeltà e convinta che dietro tutto ci sia lo zampino della sua nemesi, si è sottoposta a ulteriori analisi, ma il responso è sempre stato il medesimo, gettandola in uno stato di profonda disperazione. È a questo punto che interviene Leyla, la quale, dimostrando una lucidità che spesso le viene riconosciuta, ha un'intuizione che potrebbe cambiare le sorti dell'intera vicenda. La ragazza, infatti, suggerisce a Yildiz di non concentrarsi esclusivamente sulla paternità del bambino, ma di verificare un'altra possibilità, per quanto estrema possa sembrare: e se in ospedale, il giorno del parto, ci fosse stato uno scambio di neonati?. L'ipotesi, inizialmente, potrebbe apparire peregrina, eppure è l'unica che potrebbe spiegare l'evidente contraddizione tra la certezza di Yildiz e i risultati delle analisi. Seguendo questo consiglio, la donna decide di sottoporsi a un test di maternità, e l'esito, quando arriva, è semplicemente devastante: il test rivela che Yildiz non è la madre biologica del piccolo che ha cresciuto fino a quel momento. La scoperta la getta in un abisso di dolore, ma finalmente getta una luce, per quanto sinistra, su quanto sta accadendo: qualcuno ha manomesso la realtà, qualcuno ha scambiato suo figlio con un altro neonato, e quel qualcuno, com'è facile intuire, non può che essere Sahika, la quale ha pagato un'infermiera perché commettesse quell'atto mostruoso.

Ender indaga e Halit coltiva i primi sospetti

Di fronte alla disperazione di Yildiz, che sembra non vedere via d'uscita, è Ender a prendere in mano le redini della situazione. La donna, che pure ha avuto un rapporto quanto meno conflittuale con la cognata, dimostra in questa circostanza una determinazione ferrea e si attiva immediatamente per scoprire la verità. Costringe il direttore dell'ospedale a collaborare, minacciandolo, e si mette sulle tracce di tutte le famiglie dei bambini nati lo stesso giorno del piccolo Halitcan, nella speranza di riuscire a rintracciare il vero figlio di Yildiz. Le indagini, condotte con la meticolosità di chi non intende lasciare nulla di intentato, portano presto a una prima, sconvolgente scoperta: la famiglia con il vero Halitcan si sarebbe trasferita in Australia, una notizia che getta Yildiz in uno sconforto ancora più profondo, facendole temere di aver perso il suo bambino per sempre. Halit, dal canto suo, non resta con le mani in mano e, mosso forse da un residuo di affetto o dal desiderio di vederci chiaro, riesce a rintracciare la famiglia e a riportare il piccolo a casa, dove un nuovo test del dna conferma finalmente la sua paternità. Questo sviluppo, se da un lato riporta la serenità sul fronte della maternità di Yildiz, dall'altro non fa che acuire i sospetti di Halit nei confronti di Sahika: l'uomo inizia a mettere in fila gli eventi, a chiedersi chi potesse avere un interesse così forte a separarlo da Yildiz e a gettare discredito su di lei, e il cerchio, lentamente, inizia a stringersi attorno alla perfida sorella di Kaya.

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