Darderi vola al terzo turno degli Us Open: "Solo Alcaraz è ingiocabile, ma con tutti gli altri si può fare"
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Redazione Sport
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New York si tinge sempre più d'azzurro, sebbene il percorso nel tabellone maschile degli Us Open stia vivendo luci e ombre per la pattuglia italiana, con il passaggio del turno di Luciano Darderi che si staglia come uno dei risultati più significativi di questa seconda giornata di gare.
Il tennista classe 2002, numero 22 del ranking Atp e testa di serie numero 21 del torneo, ha infatti superato con un punteggio di 6-3, 6-7(5), 6-4, 6-4 il qualificato ceco Dalibor Svrcina, conquistando per la seconda edizione consecutiva l'accesso al terzo turno dello Slam newyorkese, un traguardo che assume contorni particolarmente rilevanti se si considera l'andamento altalenante del match e le difficoltà incontrate dall'italiano nei momenti cruciali della contesa.
La vittoria in quattro set e l'analisi di Darderi
Il punteggio finale racconta solo in parte la natura complessa dell'incontro, che si è protratto per oltre tre ore di gioco caratterizzate da continui capovolgimenti di fronte e da un'alternanza di break che hanno tenuto gli spettatori con il fiato sospeso fino all'ultimo scambio.
Darderi, al termine del match, ha voluto sottolineare la difficoltà di affrontare un avversario come Svrcina, le cui caratteristiche tecniche e atletiche hanno messo a dura prova la solidità del suo gioco: "È stata una partita tosta - ha raccontato ai cronisti italiani presenti a New York -; era difficile fargli un vincente, è uno che corre tanto e non regala nulla, un giocatore che ti costringe a giocare punto su punto senza mai abbassare la concentrazione".
Il ceco, partito dalle qualificazioni, ha dimostrato di avere i mezzi per impensierire un avversario ben più quotato, mettendo in mostra una mobilità eccezionale e una capacità di lettura delle traiettorie che ha annullato gran parte degli attacchi dell'azzurro, costringendolo a lavorare più del previsto per trovare le aperture decisive.
Il ko di Musetti e la sfida tutta italiana al terzo turno
La gioia per il successo di Darderi è stata in parte offuscata dalla prematura eliminazione di Lorenzo Musetti, che ha salutato lo Slam newyorkese al secondo turno in seguito a una sconfitta in quattro set per 3-6, 6-1, 6-2, 6-2 contro la wild card australiana Dane Sweeny, un incontro nel quale il tennista di Carrara è apparso più volte in evidente difficoltà dal punto di vista fisico, accusando probabilmente i postumi di una stagione lunga e impegnativa.
L'uscita di scena di Musetti, unita al contemporaneo ko di Mattia Bellucci, ha assottigliato la rappresentanza italiana nel tabellone maschile, con Darderi che si ritrova ora a essere l'unico azzurro ancora in corsa e che per di più avrà l'opportunità di giocarsi il passaggio agli ottavi contro proprio Sweeny, lo stesso tennista che poche ore prima aveva estromesso il suo connazionale, una coincidenza che aggiunge ulteriore carica emotiva a quello che si preannuncia come un confronto dai contorni affascinanti.
La dichiarazione su Alcaraz e la consapevolezza dei valori in campo
In conferenza stampa, l'azzurro ha analizzato con lucidità il suo stato di forma e le prospettive per il proseguimento del torneo, senza nascondere un certo rammarico per le occasioni sprecate durante il match ma mostrando al contempo una consapevolezza dei propri mezzi che fa ben sperare per il futuro. "Puoi battere chiunque e perdere con chiunque" ha affermato Darderi, tracciando un quadro realistico dell'equilibrio che regna nel circuito maschile, fatta eccezione per una figura che si staglia sopra tutte le altre in questo momento.
Il riferimento è a Carlos Alcaraz, lo spagnolo che l'italiano ha definito con una battuta lapidaria ma efficace come "l'unico ingiocabile", un giudizio che riflette lo strapotere dimostrato dal murciano nell'ultimo anno e mezzo, capace di dominare il tour con una continuità che ha pochi precedenti nella storia recente del tennis mondiale.
La dichiarazione, seppur forte, non suona come una resa anticipata, bensì come un riconoscimento obiettivo dello stato dell'arte del tennis contemporaneo, dove il talento di Alcaraz si colloca su un gradino superiore rispetto al resto del circuito, mentre per tutti gli altri contendenti, Darderi compreso, il margine di manovra e la possibilità di esprimere il proprio gioco restano ampi e concreti, a patto di trovare la giusta alchimia nei momenti decisivi degli incontri.
Scaramanzia e rituali: la scelta della saletta e della sedia
A margine dell'analisi prettamente tecnica, non è passato inosservato un piccolo aneddoto che rivela il lato più umano e superstizioso del giovane tennista, il quale ha infatti chiesto di poter cambiare la sala conferenze per utilizzare la stessa saletta, la stessa sedia e la stessa posizione che lo avevano accolto dopo il successo al secondo turno della scorsa edizione, un rituale che dimostra come anche gli atleti di alto livello, nonostante la preparazione mentale e la professionalità, cedano talvolta a un pizzico di scaramanzia.
"Visto che l'altra volta ha portato bene" è stata la motivazione, semplice e al tempo stesso rivelatrice di una personalità che cerca appigli e certezze in un ambiente, quello del grande tennis, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta.
Il gesto, che potrebbe sembrare irrilevante agli occhi di un osservatore distratto, assume invece un significato più profondo se letto alla luce della crescita esponenziale che Darderi ha vissuto nell'ultimo anno e mezzo, passando da giocatore di secondo piano a realtà consolidata del circuito maggiore, con l'obiettivo di confermare i progressi e di scrivere una pagina importante nella storia del tennis italiano, magari replicando o addirittura migliorando quanto fatto nella scorsa edizione, quando il cammino si era fermato proprio al terzo turno, e con la consapevolezza che il tabellone, pur
Disseminato di insidie, offre delle opportunità che solo un paio di anni fa sarebbero sembrate irraggiungibili per il giocatore originario di Villa Gesell ma ormai pienamente inserito nel circuito azzurro.
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