Chi è Elwan, il diciassettenne diventato volto delle proteste studentesche in Francia

Chi è Elwan, il diciassettenne diventato volto delle proteste studentesche in Francia
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Tra le centinaia di giovani che hanno invaso Place de la Bastille a Parigi, punto di raduno del quarto atto della mobilitazione studentesca contro le carenze del sistema scolastico, c'è anche Elwan. Studente del Lycée Jacques Decour, nel nono arrondissement della capitale, il diciassettenne è diventato in pochi giorni uno dei simboli della protesta, con interventi che hanno totalizzato milioni di visualizzazioni sui social network.

Il video che lo ha reso celebre

A renderlo famoso è stata un'intervista davanti al suo liceo, durante uno dei blocchi studenteschi. Avvicinato dal videomaker Vincent Lapierre, Elwan ha parlato con disinvoltura delle disuguaglianze tra centro e periferia, della segregazione sociale e delle differenze di risorse tra gli istituti scolastici. Con la kefiah al collo, il ragazzo ha rivolto al governo un'affermazione destinata a circolare ovunque: «Siamo noi la Francia, siamo noi il futuro. Se chi governa dice di amare il Paese e di essere patriota, allora dovrebbe preoccuparsi di come stanno crescendo i ragazzi che domani dovranno mandarlo avanti».

La sequenza è diventata virale in poche ore. Secondo quanto riportato da Le HuffPost, le diverse clip con i suoi interventi hanno superato le 11 milioni di visualizzazioni su TikTok, mentre su X venivano registrate oltre 4.000 pubblicazioni al giorno a lui dedicate. Elwan ha rivendicato l'indipendenza della mobilitazione studentesca dai partiti, pur dichiarandosi vicino alla gauche radicale, e ha chiesto ai media di dare voce soprattutto ai ragazzi delle banlieue, spesso esclusi dal dibattito pubblico.

Ha anche riconosciuto di godere di una posizione privilegiata rispetto a molti suoi coetanei.

L'abbraccio con Mélenchon

Il 6 ottobre, durante una manifestazione a Parigi, Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise e candidato alle presidenziali del 2027, ha fatto chiamare Elwan tra i manifestanti. I due si sono abbracciati e il ragazzo lo ha baciato sulla guancia. La scena, ripresa da diverse telecamere, è stata pubblicata dallo stesso Mélenchon su Instagram con la didascalia «Incontro tra tribuni del popolo!».

Elwan non ha nascosto la propria ammirazione per il leader della sinistra radicale francese, definendolo «colui che salverà la Francia» e sostenendo che La France Insoumise è la forza politica più attenta alle esigenze dei giovani. La vicinanza a Mélenchon ha accresciuto la notorietà del liceale, ma ha anche alimentato le critiche di chi ritiene che la mobilitazione studentesca rischi di diventare terreno di scontro tra i partiti.

Il confronto televisivo con Louise Montangon

Il giorno successivo, Elwan è stato ospite del programma La Grande Confrontation su LCI, condotto da David Pujadas. Di fronte a lui c'era Louise Montangon, ventiduenne studentessa universitaria di Bordeaux, responsabile locale dell'UNI e aderente al Rassemblement National. Il confronto si è acceso quando Montangon ha attaccato Elwan sulle violenze che hanno accompagnato alcuni blocchi scolastici, citando il caso di un insegnante di fisica e chimica che, secondo il suo racconto, sarebbe stato cosparso di benzina mentre cercava di spegnere un albero in fiamme.

«Voi dite che getto benzina sul fuoco, ma almeno io non la getto addosso agli insegnanti», ha dichiarato Montangon, sostenendo che nulla possa giustificare simili episodi. La giovane ha poi accusato i manifestanti di essere «una minoranza estremamente rumorosa» e ha ricordato che molti studenti condividono le rivendicazioni ma vogliono continuare a frequentare le lezioni.

Il contesto delle proteste

La mobilitazione studentesca francese, iniziata a metà settembre, è nata contro la carenza di personale docente, le classi sovraffollate, gli edifici scolastici fatiscenti e le disuguaglianze tra istituti. Gli studenti chiedono maggiori risorse per l'istruzione, la sostituzione rapida dei professori assenti e la revisione del sistema Parcoursup, la piattaforma digitale per l'accesso all'università considerata opaca e fonte di ansia sociale.

Nelle scorse settimane le proteste hanno assunto dimensioni nazionali, con blocchi in numerosi istituti e manifestazioni in città come Parigi, Marsiglia, Lione, Nantes e Strasburgo. Il governo ha annunciato un piano d'emergenza che prevede l'assunzione di 3.000 insegnanti supplenti e misure per accelerare le riparazioni edilizie, ma i sindacati hanno già fatto sapere che le misure non sono sufficienti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.