La prima di Alvini è da sogno: il Frosinone travolge la Fiorentina in casa sua
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Redazione Sport
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La domenica di calcio che si è consumata al Franchi aveva tutto il sapore di una grande festa, quella del centenario viola, e invece si è trasformata in un vero e proprio bagno di realtà per i tifosi di casa. Di fronte a una folla accorsa per celebrare un secolo di storia, la Fiorentina ha messo in scena una prestazione opaca, subendo un tracollo netto per mano di un Frosinone sorprendente e cinico.
La squadra di Massimiliano Alvini, neopromossa ma con le idee chiarissime, ha espugnato il campo gigliato con un secco 3-0, regalando al proprio allenatore la prima, dolcissima vittoria in Serie A della sua carriera. Un successo che profuma di rivincita e di destino, visto che il tecnico toscano, originario di Fucecchio, ha sempre tifato per la squadra che oggi ha imparato a conoscere sul campo, nel giorno della sua ricorrenza più importante.
La notte magica di Raimondo e la difesa di ferro
Protagonista assoluto della contesa è stato il giovane centravanti Antonio Raimondo, classe 2004, che con una doppietta di pregevole fattura ha messo in ginocchio la retroguardia viola. Il bomber giallazzurro ha dimostrato una freddezza e una maturità fuori dal comune, finalizzando al meglio le occasioni capitate a tiro e dando costantemente filo da torcere ai difensori di casa. A completare il lavoro ci ha pensato Bracaglia, che sugli sviluppi di un calcio d'angolo ha trovato il gol del definitivo 3-0, sfruttando un’indecisione della difesa fiorentina.
Il risultato, per quanto rotondo, rispecchia fedelmente l’andamento di una partita in cui il Frosinone ha giocato con personalità, qualità e una determinazione che ha fatto la differenza, limitando al minimo le occasioni da rete per gli avversari e colpendo con rabbia e precisione ogni volta che se ne è presentata l’occasione.
Alvini, un sogno che diventa realtà nel giorno del centenario viola
Il tecnico giallazzurro non ha nascosto l’emozione nel dopo partita, dedicando questa vittoria a una persona cara, Gianluca, in un gesto che ha toccato il cuore dei suoi giocatori e dei tifosi presenti in trasferta. La sua squadra, che per gran parte è la stessa dello scorso anno, ha giocato con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere, quasi incurante del cosiddetto “caso Ghedjemis” che ha tenuto banco nella vigilia e che ha portato il giocatore a non seguire la comitiva in Toscana.
Alvini ha schierato undici fedelissimi che hanno risposto presente sul campo, esaltandosi proprio contro la squadra per cui il mister faceva il tifo da ragazzo, regalandogli una domenica che difficilmente dimenticherà. La cura Alvini sta funzionando a meraviglia, e questo successo in trasferta rappresenta un segnale forte per tutto il campionato, dimostrando che il Frosinone non è solo una meteora destinata a lottare per la salvezza, ma una realtà solida e ben organizzata.
I campanelli d’allarme per la Fiorentina
Se da un lato c’è l’esultanza del Frosinone, dall’altro i mugugni dei tifosi viola risuonano ancora negli spalti del Franchi. La Fiorentina, che già nella prima giornata aveva mostrato qualche lacuna, in questa seconda uscita ha incassato il secondo ko consecutivo, con un bilancio di ben sette gol subiti in due partite. Una situazione che fa suonare più di un campanello d’allarme in casa gigliata, dove il mercato estivo, per quanto dispendioso e appariscente, non sembra ancora aver trovato un equilibrio in campo.
La squadra è apparsa confusionaria in fase di costruzione e incredibilmente vulnerabile nelle ripartenze avversarie, quasi come se la voglia di festeggiare il centenario avesse distratto i giocatori dalla priorità assoluta, ovvero i tre punti. L’immagine più emblematica del pomeriggio è stata forse quella dei tifosi che, quasi per gioco, avrebbero voluto distrarre il quarto uomo per fargli entrare in campo Batistuta e Rui Costa, seduti in tribuna a osservare impotenti il crollo della loro squadra del cuore.
La festa si trasforma in mal di testa
Quella che doveva essere una domenica di festa e di esibizione per la corazzata viola si è trasformata in un pomeriggio di amarezza e di interrogativi. I tifosi accorsi al Franchi per celebrare il secolo di vita del club si sono ritrovati a fare i conti con una sconfitta che brucia, soprattutto per le modalità con cui è maturata. Subire tre reti in casa da una neopromossa, per di più nel giorno del proprio compleanno, è una botta difficile da digerire, e la sensazione è che serva una scossa immediata per raddrizzare una rotta che rischia di diventare pericolosa.
La squadra di Alvini, invece, ha dimostrato che in questo campionato bisognerà fare i conti con il suo gioco concreto e spietato, capace di punire gli errori altrui con la precisione di un orologiaio. Per la Fiorentina, ora, si apre una settimana cruciale di riflessioni e di lavoro, per cercare di ritrovare quella solidità difensiva e quella brillantezza offensiva che sono completamente mancate in questa seconda uscita stagionale.
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