Cristiano Ronaldo vince a Torino, la Juventus deve pagare 10 milioni
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Redazione Sport
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Il tribunale di Torino, sezione Lavoro, ha posto un punto fermo in una delle numerose vertenze legali che coinvolgono la Juventus, chiudendo definitivamente la disputa sugli stipendi con Cristiano Ronaldo. La sentenza, depositata nei giorni scorsi, ha infatti respinto l'impugnazione presentata dal club bianconero contro il lodo arbitrale emesso lo scorso aprile, che aveva già dato ragione al calciatore portoghese. La decisione del giudice, di conseguenza, conferma integralmente quanto stabilito dagli arbitri: la società deve versare a Ronaldo circa dieci milioni di euro, cifra che comprende gli stipendi arretrati, gli interessi di mora e la rivalutazione monetaria.
Le radici della controversia legale
La vicenda, la cui origine si colloca negli anni della pandemia, è intricata e affonda le sue radici negli accordi presi in quel periodo di grande incertezza finanziaria per il calcio mondiale. All'epoca, la Juventus – come molte altre società – aveva avviato una complessa manovra sui trattamenti economici dei propri giocatori, che portò alla sottoscrizione di patti per il differimento di una parte degli ingaggi. Proprio su questo punto si innesta la contestazione di Ronaldo, il quale sosteneva che la società, durante le trattative per il suo trasferimento al Manchester United nel 2023, gli avesse riconosciuto il diritto a percepire alcune mensilità non corrisposte al lordo, e non già al netto delle rinunce concordate. La differenza, di diversi milioni, divenne il nocciolo di una battaglia prima dinanzi al collegio arbitrale e poi in sede giudiziaria ordinaria.
Un capitolo nell'epoca della gestione precedente
Questa sconfitta in tribunale, per la Juventus, rappresenta un ulteriore capitolo problematico che rimanda alla gestione societaria di quegli anni, indagata sotto diversi profili anche dalla magistratura ordinaria in procedimenti di cronaca nera che hanno scosso l'ambiente. Benché le due sfere siano chiaramente distinte, la sentenza odierna riporta l'attenzione su una fase in cui le pratiche amministrative del club sono state poste sotto una lente d'ingrandimento, generando conseguenze che continuano a ripercuotersi nel presente. La querelle con Ronaldo, del resto, si è sviluppata parallelamente ad altre inchieste, senza che vi fosse un collegamento diretto ma condividendo lo stesso contesto temporale e alcune dinamiche contrattuali oggetto di scrutinio.
Gli effetti della sentenza e il destino del lodo
Con la bocciatura del ricorso, il lodo arbitrale diviene ora esecutivo e impone alla Juventus di adempiere al pagamento della somma stabilita. All'importo principale, il giudice ha aggiunto il condanno del club al rimborso delle spese processuali sostenute da Ronaldo per questa fase di appello, quantificate in circa cinquantamila euro. Si tratta, in definitiva, di una pronuncia che non lascia spazio a ulteriori margini di manovra giudiziale su questo specifico contenzioso, archiviando una storia lunga che aveva accompagnato l'addio del campione da Torino e che ora si risolve con un sostanziale esborso per le casse societarie.
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