Francia, cade il governo Bayrou. Macron cerca una via d'uscita dalla crisi
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Redazione Economia
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La parabola politica di François Bayrou, incaricato nove mesi fa di guidare un esecutivo di centro con l’arduo compito di arginare le spinte polarizzanti della destra lepenista e della sinistra radicale di Mélenchon, si è bruscamente interrotta ieri. Il suo governo, stritolato da una tenaglia parlamentare che ha unito opposizioni di ogni colore, è caduto in seguito a un voto di sfiducia storico – il primo nella Quinta Repubblica provocato da una mozione presentata dall'opposizione e non dal premier in carica – che ha registrato ben 364 voti contrari, superando di oltre trenta le forze dichiarate delle opposizioni.
Bayrou, il cui esecutivo-lampo non è riuscito a trovare una quadratura nell’emiciclo dell’Assemblea nazionale, si recherà all’Eliseo per rassegnare formalmente le dimissioni nelle mani di un presidente Emmanuel Macron, il quale – sempre più isolato e percepito come un’anatra zoppa – dovrà ora destreggiarsi in una crisi istituzionale senza precedenti recenti. Macron, che prenderà atto della resa dei conti, è però costretto a prendere tempo, valutando con cautela la scelta del successore in un panorama politico frammentato e ostile.
Tra gli scenari che si prospettano, il più probabile – sebbene non certo – sembra essere, al momento, quello di un incarico esplorativo affidato a una figura tecnica o istituzionale. Il nuovo premier avrebbe il compito immediato di far approvare la legge di bilancio, un passaggio cruciale per scongiurare le turbolenze dei mercati finanziari e garantire la governabilità del paese, rimanendo poi in carica in una funzione di gestione ordinaria fino alla scadenza naturale del mandato presidenziale nel 2027.




