Oppo Find X9 Ultra, il ritorno dello zoom ottico 10x grazie a un complesso sistema a cinque prismi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A tre anni di distanza dall’ultima apparizione di una simile soluzione sul mercato – quando il Samsung Galaxy S23 Ultra rappresentava il punto di riferimento per gli ingrandimenti spinti – il comparto fotografico degli smartphone si appresta a riabbracciare lo zoom ottico 10x. A farlo, con un’operazione che sa di ritorno alle origini dell’innovazione ottica, sarà Oppo con il Find X9 Ultra, la cui presentazione è attesa per i primi giorni di aprile in Cina per poi estendersi, verosimilmente, anche al mercato europeo. Il merito di questa rinascita, in un settore dove l’intelligenza artificiale aveva in parte soppiantato la fisica delle lenti, è da attribuire a un’architettura interna inedita: un teleobiettivo periscopico a riflessione quintuplice, capace di accorciare il percorso ottico necessario per raggiungere una focale equivalente a 230 mm senza sacrificare lo spessore del dispositivo. A rivelare i dettagli più tecnici è stato lo stesso Pete Lau, vicepresidente di Oppo e fondatore di OnePlus, che su LinkedIn ha illustrato le sfide ingegneristiche superate per integrare un sensore da 50 megapixel con apertura f/3.5 in uno chassis sottile.
L’ingegneria ottica al servizio della compattezza
Il cuore dell’innovazione risiede dunque nella struttura a cinque prismi, una soluzione che differisce dai classici sistemi a periscopio – i quali piegano il fascio luminoso una sola volta – per la capacità di rifrangere la luce ben cinque volte all’interno del modulo fotografico. Questa moltiplicazione dei punti di riflessione, spiega la documentazione tecnica diffusa dall’azienda, ha consentito di ridurre l’ingombro longitudinale del gruppo ottico di circa il 30%, risolvendo il problema storico che legava l’aumento della lunghezza focale all’inevitabile sporgenza della scocca posteriore. Per evitare che tanti passaggi potessero degradare la qualità dell’immagine, introducendo aberrazioni o luce parassita, Oppo ha messo a punto la cosiddetta “Pristine Optical Path Architecture”: una gestione calibrata dei flussi luminosi che, secondo le dichiarazioni del costruttore, raggiunge una precisione del 99,999% nell’allineamento tra lenti, sensore e prisma. A completare il quadro, la presenza di uno stabilizzatore con spostamento del sensore – il “sensor shift” – e la calibrazione attiva “triple ultra-precise”, pensata per contrastare i micromovimenti che, a focali spinte come quella da 230 mm, rischierebbero di compromettere la nitidezza dello scatto.
Un sensore custom e la sfida alla concorrenza
Se il sistema ottico rappresenta la novità più rilevante, il cuore elettronico di questo modulo non è da meno: il sensore impiegato è un Samsung Isocell JNL da 50 megapixel, una soluzione personalizzata per Oppo che, abbinata alla focale nativa, consente di ottenere ingrandimenti fino a 20x con una qualità definita dall’azienda “ottica”, grazie al cropping selettivo dell’area sensibile. Il tutto avviene in un contesto di rinnovata competizione sul segmento degli ultra-flagship: mentre Vivo si appresta a lanciare il X300 Ultra con un kit teleconverter esterno per raggiungere zoom estremi, Oppo ha scelto di integrare la soluzione direttamente nel del telefono, una differenza sostanziale che il manager Pete Lau ha sottolineato presentando il Find X9 Ultra come dotato di un “teleconverter integrato”. Non si tratta solo di una questione di praticità, ma di un approccio diverso alla fotografia mobile, che in questo caso punta a restituire all’utente la possibilità di utilizzare lo zoom spinto senza dover ricorrere ad accessori aggiuntivi, mantenendo al contempo la collaborazione con Hasselblad per la calibrazione cromatica e il trattamento delle immagini.
Tempistiche di lancio e posizionamento nel mercato globale
Il lancio del dispositivo è stato ufficialmente anticipato dal product manager della serie Find, Zhuo Shijie, tramite il social cinese Weibo, e le tempistiche parlano di un debutto fissato per l’inizio di aprile nel mercato domestico, con una successiva espansione globale che segna una novità per la casa cinese. Per la prima volta, infatti, un modello della serie “Ultra” verrà distribuito ufficialmente anche in Europa, a testimonianza di una strategia che mira a posizionare Oppo come attore principale nel segmento premium anche al di fuori dei confini asiatici. Le anticipazioni sul comparto fotografico si completano con la conferma di una dotazione hardware di primo piano: oltre al teleobiettivo 10x, il Find X9 Ultra dovrebbe montare un sensore principale da 200 megapixel e un ulteriore teleobiettivo per le focali intermedie, il tutto alimentato dal nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5. Una scheda tecnica, questa, che restituisce l’immagine di un dispositivo pensato per rispondere punto su punto a chi cerca un cameraphone capace di offrire versatilità senza compromessi, restituendo alla componente ottica quella centralità che negli ultimi anni sembrava essere stata messa in secondo piano dalla corsa agli algoritmi generativi.




