Maltempo in Lombardia, oltre 190 interventi dei vigili del fuoco. Allagamenti anche a Malpensa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   È la provincia di Varese a fare i conti con la furia del maltempo che si è abbattuta sulla Lombardia, con i vigili del fuoco costretti a intervenire in oltre cento occasioni solo in quest'area. Il bilancio complessivo delle operazioni di soccorso avviate dalla serata di ieri, 24 agosto, supera quota 190 interventi tra quelli già conclusi e le operazioni ancora in corso, un numero destinato probabilmente a salire con il passare delle ore.

Le richieste di aiuto, arrivate da tutta la regione, riguardano prevalentemente la messa in sicurezza di alberi e rami pericolanti caduti sulla sede stradale, i danni provocati dall'acqua, il consolidamento di strutture e la rimozione di elementi resi instabili dalle raffiche di forte vento.

L'allerta meteo e le zone colpite

Per la giornata di martedì 25 agosto, il quadro meteo rimane critico: il dipartimento di Protezione Civile ha diramato un'allerta gialla per rischio temporali e per rischio idrogeologico su otto regioni italiane. Oltre alla Lombardia, sono interessate da questa fascia di allerta il Piemonte, la Liguria, l'Emilia-Romagna, il Lazio, la Toscana, le Marche e l'Umbria, con un fronte perturbato che sta attraversando gran parte del Centro-Nord.

Le province lombarde maggiormente sotto pressione sono quelle settentrionali, ma è nel Varesotto che la situazione è apparsa più complessa, tanto che per gestire l'emergenza sono state mobilitate cinque squadre aggiuntive provenienti da altri comandi provinciali dei vigili del fuoco.

Le conseguenze del nubifragio

La forza dei venti e l'intensità dei rovesci hanno causato disagi anche a strutture nevralgiche come l'aeroporto di Malpensa, dove sono stati segnalati allagamenti all'interno dello scalo e diverse cancellazioni di voli. I passeggeri hanno vissuto ore di incertezza, con alcuni collegamenti aerei sospesi a causa delle avverse condizioni atmosferiche. La situazione nei rifugi montani, in particolare nell'area delle Orobie, riflette invece gli effetti di lungo periodo di un meteo che sta assumendo connotati sempre più estremi.

Gli escursionisti che hanno raggiunto la conca del Coca, nella notte tra sabato e domenica, si sono trovati di fronte a un paesaggio radicalmente mutato rispetto ai giorni precedenti, con detriti e massi che hanno sostituito la piana un tempo tagliata dal torrente.

I disagi nelle zone montane

Fabrizio Gonella e sua moglie Silvana Rodigari, che gestiscono il rifugio «Mario Merelli al Coca», hanno descritto un quadro di profondo sconvolgimento ambientale: «Ormai ci sono soltanto sassi e detriti, stento a riconoscere il posto», ha dichiarato Gonella, testimoniando l'impatto devastante delle precipitazioni e delle piene improvvise su un territorio già fragile.

La presenza di tende piantate nella notte testimonia la persistenza di alcuni escursionisti, ma l'impressione generale è che molti abbiano preferito rinunciare alle gite, scoraggiati dalle previsioni e dalla violenza delle raffiche di vento che hanno sferzato la zona. La voce della Protezione Civile si è fatta sentire con raccomandazioni alla prudenza e inviti a limitare gli spostamenti non necessari, specialmente nelle aree più esposte al rischio idrogeologico.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.