Kevin De Bruyne sceglie il Napoli: un colpo di mercato che sa di storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Terra trilingue, le Fiandre, e terra di silenzi quelle orientali, dove si nascondono storie antiche e ferite mai del tutto rimarginate. È da lì, da Drongen, che è uscito uno dei calciatori più completi della sua generazione, Kevin De Bruyne, oggi ufficialmente nuovo centrocampista del Napoli. Un acquisto che ha dell’incredibile, non solo per il prestigio del giocatore, ma perché arriva in un momento in cui il calcio europeo sembra ormai diviso tra chi soccombe alle sirene dei petroldollari sauditi e chi resiste, aggrappandosi a un’idea di sport ancora legata alla competitività e all’identità dei club.

Il Napoli, in questo senso, ha fatto centro. Senza scendere in una guerra di cifre insostenibile, la società azzurra ha puntato tutto sulla dimensione umana e sportiva del progetto, convincendo un fuoriclasse che, a 33 anni, aveva ancora voglia di mettersi in discussione. «È partita dopo partita», ha detto lo stesso De Bruyne in un’intervista recente, sottolineando come il suo approccio al calcio sia sempre stato istintivo, lontano da calcoli eccessivi. E se con il Belgio non è riuscito a vincere un Mondiale, il suo palmarès parla da solo: 23 trofei, tra cui una Champions League e sei Premier League, conquistati in dieci stagioni al Manchester City.

L’annuncio, arrivato con un comunicato ufficiale, ha scatenato l’entusiasmo dei tifosi partenopei, già in fibrillazione per l’arrivo di Antonio Conte in panchina. C’è chi, come Francesco Arienzo, ha ironizzato sul concetto di felicità postando un video che è diventato virale in poche ore. Ma al di là delle reazioni social, ciò che conta è la sostanza: De Bruyne, che dal primo luglio indosserà la maglia azzurra, rappresenta un segnale forte, un’operazione di mercato che va oltre il semplice rinforzo tecnico.

La sua carriera, iniziata nel Genk e proseguita tra Chelsea, Wolfsburg e City, è costellata di assist millimetrici e gol da urlo, ma anche di una capacità visionaria che pochi centrocampisti al mondo possiedono. Quella stessa capacità che, ora, il Napoli spera possa ridare smalto a un centrocampo che nella scorsa stagione ha mostrato più di una lacuna. Conte, dal canto suo, avrà finalmente a disposizione un regista in grado di dettare i tempi e cambiare le partite con un solo passaggio.

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