Kvaratskhelia e quell’orgoglio per il Psg, ma il ricordo di Napoli resta nel soprannome “Kvaradona”
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Redazione Sport
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Non c’è traccia di pentimento, né tanto meno di quelle recriminazioni che spesso accompagnano i grandi addii, nel racconto che Khvicha Kvaratskhelia ha affidato ai microfoni di SkySport a pochi giorni dalla semifinale di Champions League che vedrà il suo Paris Saint-Germain opposto al Bayern Monaco. L’ala georgiana, il cui trasferimento dal Napoli al club parigino si è concretizzato nella sessione invernale di calciomercato del gennaio 2025 per una cifra che si aggira intorno ai 75 milioni di euro, ha rivendicato con decisione la correttezza di una scelta, quella di accettare la corte del Psg, maturata senza alcuna esitazione nel momento in cui il club francese si è fatto avanti in modo concreto.
Luis Enrique, un tecnico “straordinario” e la consapevolezza di aver scommesso sul progetto giusto
Kvaratskhelia, che nel corso dell’intervista non ha lesinato elogi nei confronti dell’attuale guida tecnica parigina, ha definito Luis Enrique un allenatore “straordinario”, sottolineando come proprio la presenza del tecnico spagnolo – e la chiarezza del progetto sportivo da questi rappresentato – abbia rappresentato un fattore decisivo per fugare ogni dubbio. Il calciatore, che in maglia azzurra aveva costruito gran parte della propria notorietà europea, ha voluto ribadire di sentirsi orgoglioso della propria decisione, quasi a voler chiudere definitivamente il capitolo italiano della sua carriera per concentrarsi sugli impegni imminenti, a cominciare dalla doppia sfida con i bavaresi.
“Kvaradona”, quel nomignolo nato tra i vicoli e lo scudetto del 2023
Eppure, se il presente è saldamente ancorato a Parigi, il cuore del giocatore sembra conservare una nicchia per gli anni trascorsi in Campania, come dimostra l’affetto con cui ha ricordato il soprannome “Kvaradona” che i tifosi del Napoli avevano affibbiato loro malgrado. «Mi è sempre piaciuto quando per le strade di Napoli mi chiamavano Kvaradona», ha confessato il georgiano, consapevole del peso simbolico di un paragone che rimanda a Diego Armando Maradona, figura totemica per la città. «A Napoli – ha aggiunto – è come Dio, le famiglie tengono le sue foto in casa, ma nessuno può essere paragonato a lui». Un’ammissione, questa, che profuma di sana nostalgia («nostalgia canaglia», cantava qualcuno, e Kvaratskhelia non fa eccezione) per lo scudetto vinto nella stagione 2022/23, anno della definitiva esplosione del talento georgiano.
La vigilia di Psg-Bayern e il peso di una semifinale che profila equilibri europei
La sfida di Champions League tra il Paris Saint-Germain e il Bayern Monaco, che si gioca tra le mura amiche del Parco dei Principi, rappresenta dunque molto più di un semplice incrocio a eliminazione diretta: per Kvaratskhelia, che arriva all’appuntamento dopo un primo semestre di adattamento nel calcio francese, è l’occasione per dimostrare sul campo la bontà delle proprie scelte. I riflettori sono puntati sull’esterno offensivo georgiano, chiamato a confrontarsi con una retroguardia bavarese tradizionalmente rodata, in una semifinale d’andata che si preannuncia tatticamente avvincente. Le statistiche e le tendenze della competizione, come quelle analizzate da alcuni esperti di scommesse, suggeriscono equilibrio, ma il Psg può contare sull’entusiasmo di chi ha appena investito somme importanti per un calciatore che non vuole deludere. Che il passato napoletano resti un piacevole ricordo o una leggera zavorra emotiva, lo dirà solo il terreno di gioco.




