Il finanziere Epstein e quell’ossessione per la modella italiana: Chiara Baschetti non abboccò mai

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La mole sterminata di documenti desecretati legati a Jeffrey Epstein, il finanziere americano morto suicida in carcere nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico di minori e associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione, continua a restituire frammenti di storie, alcune agghiaccianti, altre, come questa, che raccontano di un’ossessione e di un istinto che ha salvato. Tra i fascicoli, spuntano email e messaggi che vedono come oggetto del desiderio una modella e attrice italiana, Chiara Baschetti, volto noto al grande pubblico per il suo ruolo nella fiction “Il Paradiso delle signore”. Una vicenda, quella che lega il nome della 39enne di Santarcangelo di Romagna a quello del miliardario, che si consuma tra il 2015 e il 2016, fatta di tentativi di approccio, richieste di mediazione e un silenzio, quello della Baschetti, che grida più di mille risposte.

Uno spot a Manhattan e la caccia al contatto

Tutto ebbe inizio, come si evince dalle comunicazioni dello stesso Epstein, per puro caso, o forse per quel mix di onnipotenza e incapacità di accettare un rifiuto che lo contraddistingueva. Il finanziere, in una delle sue email, racconta di aver incrociato Chiara Baschetti mentre girava uno spot pubblicitario nelle vicinanze della sua abitazione, sulla 71esima strada a Manhattan. La donna, con i suoi tratti somatici che qualcuno aveva paragonato a quelli di Cindy Crawford, dovette colpirlo in modo particolare. Da lì scattò una vera e propria ossessione: iniziò a contattare conoscenti italiani, chiedendo informazioni, inviando link e fotografie. «La conosci? Milanese, carina», scrisse in un messaggio, dimostrando di non conoscere nemmeno le origini romagnole della modella. La sua richiesta era però una sola, martellante, quasi un ordine impartito a qualcuno il cui nome, nei file, è oscurato: «Procurati il suo numero dal suo agente. Chiama Elite a New York. Chiama Pop Models. Chiedi dell’agente di Chiara. Chiedi a lui di chiamarti». Un accanimento, il suo, che si scontrò però con un muro di gomma, perché dall’altra parte del telefono, quando finalmente il numero venne reperito, a rispondere fu solo una segreteria.

Un tentativo goffo, l’intermediazione e l’invito con Woody Allen

Vista l’impossibilità di abbordarla direttamente, Epstein cambiò strategia e provò a sfruttare la sua fitta rete di conoscenze. Tentò di coinvolgere Ugo Brachetti Peretti, all’epoca presidente del gruppo Api, con cui intratteneva una corrispondenza d’affari. Tra una trattativa e l’altra, il finanziere infilava messaggi ben poco professionali: «Se la proposta non interessa, non mi offenderò. Possiamo parlare di donne», scrisse, per poi tornare immediatamente a chiedere lumi sulla modella. L’imprenditore italiano, pur mostrandosi disponibile a fare ricerche, non sembrava cogliere appieno la portata dell’interesse di Epstein. Alla fine, qualcuno riuscì a metterli in contatto, se così si può chiamare un messaggio letto e non ricambiato. Il 24 giugno di quell’anno, Epstein dettò a un intermediario un invito che riteneva probabilmente in grado di scardinare ogni resistenza: «Chiedi a quella ragazza, Chiara Brac=etti (con tanto di errore nel cognome, ndr), se vuole cenare con noi e Woody Alien (altro refuso per Allen, ndr) a Parigi». La strategia era chiara: usare il fascino del noto regista americano, suo amico e frequentatore, come esca per una giovane attrice in ascesa. L’amo, però, rimase inesplorato. Dalle email successive emerge che Chiara Baschetti lesse il messaggio dell’intermediario, ma scelse deliberatamente di non rispondere, ignorando la proposta e, con essa, l’invitante specchietto per le allodole.

“Mi chiedo se sei diventata più coraggiosa”: l’ultimo tentativo e il silenzio

Il nome della Baschetti sparì per mesi dai radar di Epstein, salvo ricomparire in un’ultima, quasi patetica, riemersione dell’ossessione. Il 19 marzo 2016, a distanza di un anno dai primi contatti, il finanziere decise di scrivere direttamente a lei. Un messaggio secco, che la dice lunga sulla sua psicologia: «Mi chiedo se sei diventata più coraggiosa». Una frase che lascia intendere come lui interpretasse il precedente silenzio non come disinteresse, ma come timidezza, paura, una ritrosia da superare. Per Jeffrey Epstein, abituato a comprare favori e a circondarsi di complici, l’idea che una donna potesse semplicemente non essere interessata a lui e al suo mondo appariva incomprensibile. E invece, anche quel messaggio cadde nel vuoto. Chiara Baschetti, che oggi può raccontarlo, ha sempre dichiarato di non averlo mai incontrato, né frequentato, né tantomeno risposto alle sue avances. «Non l’ho mai incontrato, il mio istinto mi ha guidata», ha spiegato in una delle rare interviste rilasciate sulla vicenda, motivando con una parola sola, “istinto”, quella capacità che le ha permesso di stare alla larga da uno dei personaggi più loschi e potenti del jet-set internazionale, tenendosi alla larga da un abisso in cui molte altre, purtroppo, sono precipitate.

Il profilo di Chiara, tra moda e finzione televisiva

Chi è, dunque, la donna che riuscì a resistere al richiamo di Epstein? Chiara Baschetti, classe 1987, cesenate di nascita ma santarcangiolese d’adozione, è una professionista che ha costruito la sua carriera partendo dalle passerelle. Scoperta giovanissima a un concorso Elite, ha sfilato per griffe del calibro di Armani, Fendi e Gaultier, prima di approdare al cinema e alla televisione. Il suo volto, oggi, è familiare al pubblico della fiction “Il Paradiso delle signore”, dove interpreta Matilde Frigerio di Sant’Erasmo, nobildonna in lotta per la propria indipendenza in un’Italia degli anni Sessanta. Un ruolo, il suo, che forse per paradosso l’ha portata a interpretare una figura femminile forte e determinata, non dissimile da quella che è stata nella vita reale quando, davanti all’opportunità di una cena con personaggi potenti, ha semplicemente voltato le spalle, seguendo quella bussola interna che lei stessa definisce istinto e che le ha permesso di non finire intrappolata in una delle reti più sinistre del nuovo millennio.

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