Zahara Jolie elimina il cognome Pitt: il giudice approva il cambio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Zahara Marley Jolie-Pitt ha eliminato legalmente il cognome Pitt dal proprio nome: un giudice di Los Angeles ha approvato la richiesta della figlia 21enne di Brad Pitt e Angelina Jolie, che ora si chiama ufficialmente Zahara Marley Jolie. Il provvedimento è stato concesso lunedì 28 settembre senza obiezioni alla domanda presentata dalla giovane. Il cambio di cognome inserisce Zahara tra i figli dell'ex coppia che hanno completato formalmente la procedura per non utilizzare più quello paterno, mentre un'altra delle sorelle ha già avviato lo stesso iter davanti alla giustizia californiana.

La richiesta di Zahara e l'iter davanti al tribunale

La procedura era cominciata mesi prima della decisione del giudice. La domanda era stata presentata sulla base di documenti datati 28 aprile e l'istanza era stata avviata formalmente il 9 giugno. Come previsto dalla procedura californiana, l'intenzione di modificare il nome era stata poi resa pubblica attraverso un avviso sul Los Angeles Daily Journal, passaggio che consente di presentare eventuali opposizioni prima dell'udienza. Nessuna contestazione ha impedito l'accoglimento della richiesta. La modifica riguarda esclusivamente il cognome: il nome completo passa quindi dalla precedente forma con il doppio cognome a quella che conserva soltanto quello materno.

La scelta legale arriva dopo un periodo nel quale la giovane aveva già utilizzato pubblicamente il nome abbreviato. Nel 2023, durante l'ingresso nella confraternita Alpha Kappa Alpha alla Spelman College di Atlanta, si era presentata come Zahara Marley Jolie, senza utilizzare il cognome paterno. La stessa forma è stata pronunciata durante la cerimonia di laurea del 2026, quando è salita sul palco per ricevere il diploma dopo aver completato gli studi in Psicologia. Il ricorso al tribunale ha dunque trasformato in una modifica anagrafica una scelta che era già comparsa in occasioni pubbliche precedenti.

Prima Shiloh e Maddox, ora la richiesta di Vivienne

Il percorso seguito dalla 21enne non è isolato all'interno della famiglia. Shiloh aveva presentato la propria istanza nel 2024, in occasione del diciottesimo compleanno, ottenendo successivamente l'autorizzazione a chiamarsi Shiloh Jolie. Anche Maddox ha intrapreso la procedura giudiziaria: il suo cambio da Maddox Chivan Jolie-Pitt a Maddox Chivan Jolie è stato approvato il 14 settembre 2026. Nato in Cambogia nel 2001, era stato adottato da Angelina Jolie nel 2002 e successivamente anche dall'attore. In precedenza aveva già utilizzato il solo cognome materno in alcuni contesti professionali legati al cinema.

Il prossimo passaggio riguarda Vivienne, la gemella più giovane dell'ex coppia. Dopo aver compiuto 18 anni a luglio, ha presentato alla Los Angeles County Superior Court una richiesta per passare da Vivienne Marcheline Jolie-Pitt a Vivienne Marcheline Jolie, indicando nei documenti ragioni personali. Anche lei ha completato il requisito della pubblicazione dell'avviso legale: il testo è apparso sul Los Angeles Daily Journal una volta alla settimana per quattro settimane consecutive, dal 24 luglio al 14 agosto. L'udienza davanti al giudice è fissata per il 2 novembre.

I sei figli e la separazione di Angelina Jolie e Brad Pitt

Gli attori hanno sei figli: Maddox, Pax, Zahara, Shiloh e i gemelli Knox e Vivienne. La coppia si era separata nel 2016 dopo dodici anni insieme e due anni di matrimonio, dando inizio a una lunga vicenda giudiziaria legata alla fine della relazione. Il divorzio è stato definito nel dicembre 2024. Le richieste di modifica del cognome sono però iniziative personali dei figli ormai maggiorenni e i documenti giudiziari relativi alle procedure più recenti non attribuiscono pubblicamente motivazioni dettagliate oltre al riferimento a ragioni personali.

Zahara era nata in Etiopia nel 2005 ed era stata adottata nello stesso anno da Jolie; l'adozione da parte di Pitt era arrivata nel 2006. Anche Maddox era stato inizialmente adottato dall'attrice prima del successivo riconoscimento da parte dell'allora compagno. Nel caso di Vivienne, la procedura prevede inoltre che chi intenda opporsi alla richiesta presenti un'obiezione scritta, motivandola, almeno due giorni giudiziari prima dell'udienza e compaia davanti al tribunale.

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