Varese, un cuore che batte anche quando i cannoni tacciono

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bella, ma vince. E quella di Varese, che si è imposta anche su Napoli dopo aver piegato Trieste e Trapani, è ormai una certezza che si forgia proprio nelle difficoltà, una firma indelebile su partite che si trasformano in prove di carattere. La Openjobmetis, pur in una serata opaca dove le conclusioni da tre punti faticavano a trovare la retina e alcuni tra i suoi interpreti più brillanti sembravano in cerca di ritmo, ha saputo comunque dimostrare una tempra da squadra matura, capace di leggere il momento e di reagire quando i margini si assottigliano. Un filo sottile, ma di acciaio, lega questi ultimi sei punti conquistati, disegnando un'identità precisa che passa attraverso la capacità di soffrire, interpretare gli avversari e, infine, emergere.

Un finale di razzo e il valore della riserva

Il match, tiratissimo e in bilico fino all'ultimo respiro, è stato vinto a scacchi, nonostante Napoli si sia aggiudicata quasi ogni statistica di contorno. La svolta, nei minuti concitati che hanno deciso l'incontro, è arrivata da scelte coraggiose e da chi doveva dare il cambio. Con Iroegbu in panchina, hanno trovato spazio Nate Renfro e, soprattutto, le incursioni determinanti di Tazè Moore e Carlos Stewart. Sono stati loro, attaccando il ferro con decisione, a ribaltare le sorti di una partita che sembrava nelle mani dei quintetti naniformi organizzati dalla squadra campana. Un risultato che, di fatto, incenerisce le ambizioni degli avversari nel finale, dimostrando come le soluzioni possano spuntare anche dai meandri della panchina.

La soddisfazione del timoniere

Il commento di coach Ioannis Kastritis, dopo la sirena, ha colto nel segno questa evoluzione. Il tecnico ha sottolineato come i suoi giocatori abbiano affrontato una squadra di grande talento offensivo, riconoscendo di non aver sempre giocato secondo i piani. "Nel quarto periodo", ha spiegato, "siamo riusciti a fare le cose giuste, con grande applicazione". Una capacità di trovare la chiave al momento giusto che, per il coach, rappresenta un segnale importante della crescita del gruppo, della sua abilità nel trovare soluzioni efficaci anche quando il gioco non scorre fluido. Una vittoria, dunque, che pesa più del suo mero valore numerico.

Ciliegina su una torta di carattere

Tra le pagelle positive, spicca in particolare quella di Carlos Stewart. Il suo percorso, dall'arrivo in Lombardia con un carico di sconfitte alle spalle, è emblematico dello spirito che anima questa squadra. Quell'esperienza negativa, invece di schiacciarlo, si è trasformata in una molla potente. Anche in una partita che per lunghi tratti lo aveva visto in ombra, il suo rifiuto di arrendersi è esploso nel finale, contribuendo in modo decisivo a risalire la china. Accanto alla follia creativa di un Moore o alla certezza di un Hanlan, è spuntata dunque la sua determinazione, a completare una vittoria di squadra che poggia su pilastri diversi, ma tutti ugualmente solidi.

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