Flotilla, l’Onu chiede il rilascio immediato degli attivisti detenuti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Onu ha chiesto a Israele il rilascio immediato degli attivisti della Flotilla ancora detenuti, invitando anche ad avviare un’indagine sulle “inquietanti testimonianze dei gravi maltrattamenti subiti”.

La richiesta arriva mentre continuano le tensioni attorno alla Global Sumud Flotilla, la spedizione diretta verso Gaza che nelle ultime ore ha denunciato nuove provocazioni durante la navigazione nel Mediterraneo.

Secondo quanto riferito dai partecipanti alla missione, nella notte tra lunedì e martedì quattro imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition partite da Siracusa e dirette verso la Grecia sarebbero state avvicinate da mezzi militari non identificati. corriere +3

I 29 passeggeri presenti a bordo, provenienti da diversi Paesi compresa l’Italia, hanno raccontato che almeno un elicottero, tre droni e alcune navi con le luci di navigazione spente avrebbero seguito o avvicinato le imbarcazioni durante la traversata.

Le testimonianze diffuse dagli attivisti parlano di una situazione di forte tensione lungo la rotta della spedizione, già al centro di una crescente mobilitazione internazionale.

La Freedom Flotilla Coalition continua infatti a sostenere che la missione abbia finalità umanitarie e che le operazioni di controllo e intimidazione denunciate nelle ultime ore rappresentino un ulteriore elemento di preoccupazione per la sicurezza degli equipaggi. quotidianopiemontese +3

Le proteste in Italia per gli attivisti della Flotilla

La vicenda ha alimentato iniziative e sit-in anche in diverse città italiane. A Matera il Comitato per la Pace ha organizzato una manifestazione per chiedere al Governo italiano di aderire alla mobilitazione internazionale finalizzata alla liberazione degli attivisti ancora detenuti in Israele.

Al centro della richiesta ci sono Thiago Avila e Saif Abukeshek, indicati dagli organizzatori come gli ultimi due membri della Global Sumud Flotilla ancora trattenuti. Il team legale della missione ha più volte descritto come “pessime” le condizioni della loro detenzione, parlando anche di difficoltà sul piano psicologico. eunews +3

Nel corso del presidio lucano gli organizzatori hanno ribadito che la mobilitazione non riguarda soltanto la solidarietà verso una missione umanitaria, ma anche la necessità di ottenere un intervento diplomatico per il rilascio dei due attivisti.

Le richieste rivolte alle istituzioni italiane si inseriscono in un quadro di proteste che coinvolge associazioni, movimenti e gruppi impegnati sul tema palestinese.

La pressione politica e mediatica attorno alla Flotilla è aumentata dopo le denunce sulle condizioni dei detenuti e dopo le segnalazioni relative agli episodi avvenuti durante la navigazione. eunews +3

Il presidio ad Alessandria e l’appello per Thiago Avila

Anche ad Alessandria si è svolta una manifestazione davanti alla Prefettura. Circa un centinaio di persone hanno partecipato al presidio organizzato dal Coordinamento per la Palestina in piazza della Libertà, chiedendo l’immediata liberazione degli attivisti ancora detenuti.

Durante l’iniziativa sono stati denunciati l’attacco alla Global Sumud Flotilla e le condizioni dei fermati, mentre i manifestanti hanno rivolto un appello diretto al Governo italiano affinché intervenga sulla vicenda. corriere +3

La protesta si è concentrata in particolare sulla situazione di Thiago Ávila, attivista brasiliano, e di Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola. I loro nomi sono diventati il simbolo delle mobilitazioni che nelle ultime ore si stanno moltiplicando in diverse città.

Parallelamente continua il viaggio delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition verso la Grecia, dove dovrebbero unirsi alla spedizione già in corso. Intanto la richiesta dell’Onu sul rilascio immediato degli attivisti e sull’apertura di un’indagine internazionale aggiunge un nuovo elemento di pressione diplomatica sulla vicenda. bresciaoggi +3

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