Diva Futura, il film che racconta l'utopia pornografica di Riccardo Schicchi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Riccardo Schicchi, pioniere visionario del porno all’italiana, probabilmente sorriderebbe oggi, osservando come il settore si sia trasformato in un panorama dominato da piattaforme come OnlyFans e dalla fruizione libera su siti come YouPorn. Un mondo in cui il suo ruolo, un tempo centrale, sembrerebbe quasi svanito. Eppure, fu proprio lui, con la sua agenzia Diva Futura, a dare forma a un’epoca rivoluzionaria per l’industria del cinema a luci rosse, creando icone come Moana Pozzi, Eva Henger e Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina. A raccontare questa storia, arriva ora al cinema Diva Futura, il film diretto da Giulia Louise Steigerwalt, che ripercorre l’ascesa e il declino di un sogno diventato realtà, ma anche il ritratto di una società prigioniera dei suoi stessi segreti.

Schicchi, fondatore dell’agenzia insieme a Cicciolina, aveva immaginato Diva Futura come un microcosmo indipendente, una sorta di utopia romantica situata lungo la via Cassia, a nord di Roma. Un luogo che, negli anni Ottanta e Novanta, divenne il cuore pulsante di un’industria in fermento, ospitando attori, attrici e maestranze, ma soprattutto sogni e ambizioni. Un’epoca in cui il porno, pur restando un tabù, cominciava a mostrare un volto diverso, più glamour e meno clandestino, grazie a figure come Moana Pozzi, scomparsa prematuramente a soli 33 anni, il cui trentesimo anniversario della morte ricorre proprio il 15 settembre.

Il film, distribuito da PiperFilm, si concentra non solo sulla figura di Schicchi, interpretato da Pietro Castellitto, ma anche sulle donne che ne hanno segnato la vita e la carriera. Barbara Ronchi veste i panni di Deborah, la segretaria e narratrice della storia, mentre Denise Capezza si cimenta nel ruolo di Moana Pozzi, icona intramontabile del porno italiano. Tesa Litvan interpreta Eva Henger, moglie e musa di Schicchi, nonché madre di suo figlio, mentre Lidija Kordić si assume il compito di portare sullo schermo Ilona Staller, la Cicciolina, co-fondatrice dell’agenzia e simbolo di un’epoca in cui il confine tra porno e politica divenne incredibilmente labile.

Castellitto, parlando del personaggio di Cicciolina, ha sottolineato come fosse l’unica figura capace di transitare, con la stessa faccia e lo stesso corpo, dai rotocalchi familiari ai set pornografici. Kordić, da parte sua, ha raccontato di aver ritrovato nella Staller una sorta di bambina interiore, libera di esprimersi senza filtri: “Ai miei occhi, è un incrocio tra una fata e una combattente”, ha dichiarato, restituendo così l’essenza di una donna che ha saputo sfidare convenzioni e pregiudizi.

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