Greta Thunberg detenuta in Israele dopo il blocco della flottiglia per Gaza
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Redazione Esteri
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L'attivista svedese Greta Thunberg è stata detenuta in un carcere israeliano a seguito dell'intercettazione da parte della marina militare israeliana della Freedom Flotilla. La nave, partita da Otranto con l'obiettivo di raggiungere Gaza, è stata bloccata in acque internazionali. Nonostante l'operazione fosse in qualche modo attesa, i partecipanti ne denunciano la gravità.
Le condizioni della detenzione
Secondo quanto riportato dal Guardian, Greta Thunberg ha incontrato un funzionario diplomatico svedese e ha denunciato le precarie condizioni della sua detenzione. L'attivista ha riferito di ricevere razioni insufficienti di cibo e acqua e di essere costretta in una cella infestata da cimici e con letti particolarmente scomodi. Queste lamentele sono state formalmente presentate all'ambasciata svedese in Israele.
Le accuse di torture e umiliazioni
Un giornalista turco presente durante gli eventi ha sollevato accuse ancora più gravi, parlando esplicitamente di torture. Nelle sue dichiarazioni, ha affermato che gli israeliani avrebbero umiliato Thunberg costringendola a gattoni e a baciare la bandiera israeliana. Queste azioni, se verificate, configurerebbero un trattamento crudele e degradante.
La risonanza internazionale della vicenda
La detenzione di una figura pubblica di rilievo mondiale come Greta Thunberg conferisce alla situazione una risonanza internazionale. Le dinamiche dell'intercettazione sono al centro dell'attenzione delle cancellerie coinvolte. La Freedom Flotilla Italia, attraverso la portavoce Francesca Amoruso, ha ribadito la natura pacifica della missione e la preoccupazione per il trattamento riservato ai propri attivisti.




