Leone XIV e il vescovo Daniele: 43 anni di sacerdozio tra impegno e appelli per la pace

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quarantatré anni fa, il 19 giugno 1982, papa Leone XIV – allora semplicemente Robert Prevost – e monsignor Daniele Gianotti ricevevano l’ordinazione presbiterale, un percorso che per entrambi si è intrecciato con studi teologici e impegni pastorali di rilievo. Prevost, dopo aver emesso i voti solensi nell’agosto del 1981, aveva completato la sua formazione alla Catholic Theological Union di Chicago, per poi specializzarsi in Diritto canonico all’Angelicum di Roma.

Oggi, mentre la Chiesa celebra il Corpus Domini, Leone XIV ha scelto di trascorrere la mattinata in un luogo simbolico: il centro trasmittente di Radio Vaticana a Santa Maria di Galeria, dove ha visitato gli impianti che da decenni diffondono la voce del Pontefice nel mondo. «Vorrei rinnovare questo appello per la pace», ha dichiarato al microfono del vaticanista Ignazio Ingrao, sottolineando la necessità di «cercare a tutti i costi di evitare l'uso delle armi» e di privilegiare il dialogo diplomatico. Un monito che arriva in un momento in cui, come ha ricordato, «tanti innocenti stanno morendo», senza però specificare a quale conflitto si riferisse.

La visita alla sede radiofonica, gestita dal Dicastero per la Comunicazione, non era stata annunciata in anticipo, aggiungendo un elemento di spontaneità a una giornata che per il Papa ha un significato personale profondo. Mentre i tecnici gli mostravano gli apparati storici e quelli più moderni, Leone XIV ha avuto modo di ripercorrere idealmente non solo la storia di Radio Vaticana, ma anche la propria vocazione, iniziata oltre quattro decenni fa.

Quello di oggi non è stato solo un anniversario celebrato tra le antenne, ma anche un’occasione per ribadire un messaggio che, negli ultimi tempi, il Pontefice ha portato avanti con insistenza: la ricerca della pace attraverso mezzi non violenti, in un contesto internazionale sempre più segnato da tensioni. Senza fare riferimenti diretti a scenari specifici, il suo richiamo al «confronto fatto insieme» per «cercare soluzioni» sembra rivolto a tutte le parti in conflitto, in linea con il suo magistero

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