La Juventus tira un sospiro di sollievo: per Bremer nessuna lesione, ma l'emergenza difesa resta
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Redazione Sport
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Il timore, nella notte turca, era stato quello di un infortunio serio, di quelli che ti cambiano una stagione. Quando Gleison Bremer, al trentaquattresimo del primo tempo della sfida di Istanbul contro il Galatasaray, si era accasciato sul prato del RAMS Park toccandosi la coscia, nell’ambiente Juventus era gelato. Il difensore brasiliano, perno della retroguardia di Luciano Spalletti, lasciava il campo e con lui, forse, anche le residue speranze di rimonta in una partita poi finita in goleada per i turchi. Le immagini lo ritraevano nervoso in panchina, un film già visto per chi segue le vicende muscolari dei calciatori, e i tifosi bianconeri, memori di stop lunghi e complicati, hanno trattenuto il fiato in attesa del verdetto degli esami strumentali. I controlli effettuati questa mattina presso il J-Medical, dove il numero tre si è sottoposto a una serie di accertamenti approfonditi, hanno però restituito un esito insperato: nessuna lesione, nessuno strappo, nessun danno strutturale alle fibre -1-6. Un verdetto che permette alla Vecchia Signora e al suo leader difensivo di tirare un enorme sospiro di sollievo, dopo la batosta subita in Champions League.
Se per Bremer si profila un recupero decisamente più rapido del previsto, con la possibilità concreta di rivederlo in campo già per la sfida di ritorno contro la stessa squadra di Okan Buruk all’Allianz Stadium, la situazione dell’infermeria juventina resta comunque complessa e variegata -1-4. Lo staff medico del club, come riferito da fonti vicine alla Continassa, monitorerà quotidianamente le condizioni del centrale ex Torino, modulando un programma di recupero personalizzato che non prevede rischi inutili. L’obiettivo, dichiarato e neppure tanto velato, è quello di riavere a disposizione il brasiliano per la gara decisiva di mercoledì prossimo, quando servirà una rimonta storica per ribaltare il pesante cinque a due dell’andata -6. La sua fisicità e il suo senso della posizione, in una partita in cui la Juventus dovrà necessariamente spingersi in avanti, rappresentano un’arma fondamentale per evitare le letali ripartenze dei turchi, che all’andata hanno letteralmente sfondato la difesa bianconera.
L’infermeria della Continassa e l’allarme rientrato per David
Non solo Bremer, però. L’emergenza sanitaria che attanaglia la Juventus in questo delicatissimo rush finale di stagione, complice anche una condizione fisica precaria di diversi elementi, aveva messo in allarme Luciano Spalletti anche per quanto riguarda il reparto avanzato. L’attaccante canadese Jonathan David, già costretto al forfait per la trasferta di Istanbul a causa di un fastidio all’inguine rimediato durante il derby d’Italia con l’Inter, ha destato preoccupazione nello staff tecnico -2-7. Anche per lui, però, gli accertamenti diagnostici svolti nei giorni successivi alla sfida di campionato hanno escluso lesioni gravi. L’ex Lilla, reduce da un ottimo periodo di forma che lo aveva visto partire titolare nelle ultime otto uscite di Serie A, sta lavorando a parte alla Continassa, e le sue condizioni, così come per Bremer, verranno valutate giorno per giorno in vista del doppio impegno contro Como e Galatasaray -10.
La decisione di lasciare David a Torino, come spiegato da fonti vicine allo spogliatoio, è stata eminentemente precauzionale: meglio non rischiare un peggioramento del problema in una partita, quella di Istanbul, che sulla carta si presentava già in salita e che avrebbe potuto stressare ulteriormente il muscolo sofferente -10. Il reparto offensivo, già privato di Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, aveva così visto Lois Openda gettato nella mischia come unico centravanti di ruolo, in una serata storta che ha evidenziato tutti i limiti strutturali della rosa a disposizione di Spalletti -5.
I numeri di una difesa in affanno e il ritorno che serve
Il dato statistico, del resto, racconta di una Juventus che nelle ultime quattro partite disputate, considerando tutte le competizioni, ha incassato la bellezza di tredici reti, una media superiore ai tre gol a partita che stride con la tradizione di solidità del club -8. Una difesa divenuta un colabrodo, come hanno sottolineato diversi organi di stampa, in cui gli errori individuali si sono sommati a una fragilità mentale preoccupante. Le assenze pesanti, come quelle degli squalificati Andrea Cambiaso e Juan Cabal sulle fasce, hanno certamente inciso, ma la debacle turca ha messo in luce lacune tattiche e di concentrazione che vanno al di là dei singoli interpreti -1. In questo contesto, la possibilità di reimpiegare Bremer nella partita di ritorno assume un valore quasi salvifico: il brasiliano non è solo un difensore, ma un trascinatore, un giocatore in grado di alzare il baricentro della squadra e di trasmettere sicurezza a un reparto che, al momento, appare smarrito.
La sua assenza, nella ripresa della partita contro il Galatasaray, è coincisa con il crollo verticale della squadra. Un nesso che gli addetti ai lavori non hanno mancato di sottolineare, evidenziando come la retroguardia bianconera, senza il suo baluardo, abbia perso completamente le distanze e la capacità di leggere le situazioni di pericolo -4. Recuperarlo per la sfida dell’Allianz Stadium, dunque, non rappresenta soltanto una questione fisica, ma anche e soprattutto un’iniezione di fiducia per un gruppo che dovrà compiere un’impresa per strappare il pass per gli ottavi di finale. La gestione delle sue energie nei prossimi giorni sarà pertanto seguita con il massimo scrupolo dal J-Medical, consapevole che forzare i tempi potrebbe vanificare il sollievo di questi esami e ripiombare la squadra nell’incubo di una stagione che rischia di naufragare già a febbraio.




