Nations League volley, l’Italia si rialza e travolge il Giappone: 3-0 e terzo posto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La risposta era attesa e non si è fatta attendere. Dopo la batosta rimediata contro gli Stati Uniti, l’Italia femminile del volley ha rimesso subito le cose a posto nella Nations League 2026, liquidando il Giappone con un secco 3-0 che non ammette repliche. I parziali di 25-21, 25-23 e 25-18 raccontano di una partita dominata in tutti i fondamentali, giocata con quella pazienza e quella lucidità che, a dire il vero, contro le americane erano mancate.

La trasferta filippina di Pasig City si chiude così con un bilancio di tre vittorie e una sconfitta, un bottino che consente alle Campionesse del Mondo in carica di guardare con fiducia al prosieguo della competizione.

A fine gara, a prendere la parola è stata Sarah Fahr, una delle colonne portanti di questo gruppo. La centrale azzurra ha spiegato senza giri di parole cosa sia cambiato rispetto al match di sabato: "Dopo la sconfitta con le americane abbiamo cercato qualcosa di diverso. Abbiamo cambiato assetto, riportando Antropova nel ruolo di opposta. questo ci ha dato più stabilità". Una mossa tattica, quella del CT Julio Velasco, che ha pagato immediatamente, restituendo solidità e chiarezza di idee a una squadra che, in alcuni momenti della settimana filippina, aveva mostrato segnali di affaticamento mentale oltre che fisico.

Fahr ha poi sottolineato le difficoltà insite nell'affrontare una selezione come quella nipponica, notoriamente ostica per il suo gioco veloce e la difesa elastica: "Non è mai facile giocare contro il Giappone, sta giocando una bella pallavolo, sapevamo che sarebbe stato difficile e che ci voleva molta pazienza, scegliere in modo saggio gli attacchi e difendere con costanza". Parole che trovano piena corrispondenza in quanto si è visto in campo, dove le asiatiche sono apparse sì volitiche, ma spesso imprecise e incapaci di mantenere il ritmo per interi set.

Classifica e scenario: Brasile e USA davanti, ma l’Italia resta in corsa per le Finals

Con questo successo, l'Italia consolida la sua posizione nella classifica generale della Nations League. Le azzurre occupano attualmente il terzo posto con sei vittorie e diciannove punti all'attivo, frutto delle otto partite disputate finora nella fase preliminare. Il cammino è iniziato a Brasilia, dove sono arrivate le affermazioni su Bulgaria, Paesi Bassi e Turchia, per poi proseguire nelle Filippine con i successi su Cechia, Serbia e, appunto, Giappone.

Le due uniche macchie sul curriculum sono arrivate contro le due corazzate del torneo: il Brasile, che ha avuto la meglio davanti al proprio pubblico, e gli USA, che si sono imposte a Pasig City con il massimo scarto. Al momento, proprio statunitensi e brasiliane guidano la graduatoria con sette vittorie ciascuna, ma il margine non è incolmabile e la rincorsa per un posto alle Final Eight è assolutamente aperta.

La vittoria di oggi assume quindi un valore doppio, perché non solo cancella l'amarezza per la sconfitta subita, ma tiene vivo l'obiettivo di chiudere tra le prime posizioni. Il livello del torneo è altissimo e ogni partita nasconde insidie, ma la reazione mostrata dalla squadra di Velasco è il segnale che questo gruppo ha gli strumenti per assorbire i colpi e reagire.

La capacità di adattamento mostrata nel passaggio da un sistema di gioco all'altro, con Antropova nuovamente utilizzata come opposta dopo qualche esperimento diverso, dimostra una duttilità che potrebbe rivelarsi decisiva nelle prossime settimane. La squadra, insomma, ha saputo trovare le contromisure giuste per arginare le qualità di un avversario scomodo come il Giappone, imponendo fisicità a muro e in attacco senza disperdere energie in difesa.

Antropova decisiva e il cambio di assetto che ha cambiato la partita

Il ritorno di Ekaterina Antropova nel ruolo di opposta si è rivelato l'elemento chiave per sbloccare una partita che, specialmente nel secondo set, poteva prendere una piega diversa. La giocatrice di origini russe ha garantito alla squadra quella sicurezza in attacco che a volte era mancata nei momenti di maggiore pressione, offrendo un riferimento costante per alzate precise e consentendo alle compagne di difendere con maggiore serenità.

La scelta di Velasco, come ha confermato Fahr, è stata dettata dalla necessità di trovare una nuova stabilità dopo la prestazione opaca contro le americane, e i fatti le hanno dato ragione. Il Giappone, dal canto suo, non è riuscito a trovare le contromisure per arginare la potenza offensiva azzurra, subendo in particolare nei momenti decisivi dei singoli set, quando l'Italia ha saputo allungare con break decisivi.

L'avversario di oggi, va detto, ha disputato una partita al di sotto delle proprie potenzialità, apparso evanescente in fase di break point e poco incisivo in battuta, uno dei suoi punti di forza tradizionali. Ma va dato merito alle azzurre se hanno saputo imporre il proprio gioco, gestendo con intelligenza i momenti di difficoltà e non facendosi mai prendere dalla frenesia. La differenza si è vista soprattutto nel terzo parziale, quando il Giappone ha alzato bandiera bianca dopo un avvio equilibrato, cedendo di fronte alla maggiore continuità e alla concretezza delle Campionesse del Mondo.

Una prestazione che ridà slancio a un gruppo che, nonostante qualche scossone, continua a viaggiare a ritmi altissimi.

Il percorso nella Nations League è ancora lungo e le prossime tappe si preannunciano impegnative, ma questa vittoria rappresenta un segnale importante. L'Italia ha dimostrato di saper metabolizzare le sconfitte e di avere una rosa abbastanza ampia e flessibile per affrontare gli infortuni o i cali di condizione. Con il girone preliminare che si avvia verso la fase calda, il terzo posto è una piattaforma solida sulla quale costruire il percorso verso le Finals.

La squadra di Velasco, forte del titolo mondiale conquistato lo scorso anno, sa di essere attesa al varco in ogni partita, ma la reazione vista oggi è la migliore risposta che potesse dare a chi, dopo la sconfitta con gli USA, aveva iniziato a nutrire qualche dubbio.

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