Il rombo delle Frecce sopra l’oro di Brignone, Mattarella in pista. E il Cio ferma l’ucraino Heraskevych per il casco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non era solo una gara, e il cielo di Cortina d’Ampezzo, lacerato dal volo a nove delle Frecce Tricolori, lo ha certificato pochi istanti dopo l’ultimo cambio di spigolo. Quando Federica Brignone ha fermato il cronometro sul tempo che valeva una vita – quella rimontata, meticolosamente ricostruita dopo la doppia frattura di tibia e perone rimediata dieci mesi fa – il silenzio attonito delle Tofane è stato squarciato dal rombo della Pattuglia Acrobatica Nazionale. La scia verde, bianca e rossa ha avvolto l’Olympia delle Tofane mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente a bordo pista con il giaccone bianco azzurro, si alzava per abbracciare la campionessa. Un abbraccio che suggellava qualcosa di più di una medaglia, il quinto oro per l’Italia in questi Giochi di casa, e che ha raccolto le parole del Capo dello Stato: “Bravissima, hai onorato la bandiera” -1-8.

La valdostana, trentacinquenne divenuta l’atleta più anziana ad aver mai vinto un oro olimpico nello sci alpino, ha dominato un tracciato irto di insidie – lo stesso che ha tradito Sofia Goggia, uscita prepotentemente quando viaggiava con un vantaggio ragguardevole sulle avversarie – e ha preceduto la francese Romane Miradoli e l’austriaca Cornelia Huetter -2-9. Poco è importato, nel giorno della consacrazione, se la compagna di squadra non ha raccolto il testimone del podio; la prestazione di Brignone, costruita su una parte tecnica da manuale, ha regalato all’Italia il primo Titolo olimpico femminile nella disciplina a venti anni esatti di distanza dall’ultimo acuto. E mentre i velivoli dell’Aeronautica disegnavano il tricolore, Mattarella – che il giorno prima aveva incontrato Goggia e telefonato ad Arianna Fontana per complimentarsi dell’oro nella staffetta mista di short track – stringeva le mani della delegazione del Coni, con Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò a fare da cornice -3-10.

L’ombra della guerra e l’esclusione dell’ucraino Heraskevych

Se il cielo di Cortina si tingeva di festa, poco distante, sul tracciato dello skeleton, si consumava invece una vicenda destinata a lasciare il segno ben oltre il cronometro. Il Comitato Olimpico Internazionale, nella persona della presidente Kirsty Coventry, ha ritirato l’accreditamento all’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych. Il motivo? Il rifiuto categorico, opposto fino all’ultimo colloquio avvenuto nella mattinata stessa, di abbandonare l’intenzione di scendere in pista con un casco commemorativo. Su quel copricapo, Heraskevych aveva fatto applicare le immagini dei connazionali caduti nel conflitto con la Russia, e nonostante i tentativi di mediazione da parte del Cio – i quali, stando alla nota ufficiale, erano arrivati a proporre “forme alternative e rispettose” per onorare la memoria – l’atleta ha scelto di non cedere -4. La giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton ha giudicato il manufatto non conforme ai regolamenti sulla “espressione visiva”, e per l’ucraino non c’è stato spazio nella batteria di oggi. Una decisione che arriva a Giochi iniziati e che stridie, inevitabilmente, con l’immagine di fratellanza che i cinque cerchi vorrebbero propagandare.

Curling, esordio amaro per le azzurre. E la lunga rincorsa di Lollobrigida

Sul ghiaccio del curling, l’Italia femminile guidata da Stefania Constantini ha invece assaggiato l’amarezza della sconfitta. La Svizzera, autentica corazzata del settore con Silvana Tirinzoni e Alina Paetz, ha imposto la propria legge con un 7-4 che racconta solo in parte le difficoltà azzurre -5. La squadra, ancora in fase di rodaggio dopo le polemiche legate all’esclusione di Angela Romei e all’inserimento della giovanissima Rebecca Mariani – figlia del direttore tecnico Marco Mariani – ha pagato cara l’imprecisione nei momenti chiave. Constantini, bronzo nel doppio misto a Pechino, ha provato a tamponare le falle, ma le bocciate sbagliate e una gestione non ottimale della casa hanno consegnato alle elvetiche due punti pesanti già nei primi end. L’Italia ora è chiamata a una pronta reazione nella serata contro la Corea del Sud, mentre Canada e Giappone tengono il passo nel girone.

Giornata cruciale anche per Francesca Lollobrigida, chiamata a bissare l’oro già conquistato nei 3000 metri. La pattinatrice di Frascati, che pochi giorni fa aveva festeggiato il compleanno con il record olimpico e il figlio Tommaso in braccio, oggi affronta la distanza dei 5000 metri. Una gara che la vede proiettata verso un’impresa storica, lei che a luglio ha coronato il sogno di sposarsi e che solo pochi mesi fa pensava seriamente al ritiro, sopraffatta da una stagione ritenuta la peggiore della carriera -7. In serata, poi, toccherà ad Arianna Fontana: l’oro nella staffetta l’ha portata a quota dodici medaglie olimpiche, a una sola lunghezza dal record assoluto di Edoardo Mangiarotti. Il palazzetto del ghiaccio trema in attesa della sua pattina.

Sfumature tricolori e una bandiera negata

A fine giornata, ciò che resta è un mosaico di contraddizioni. Da un lato, le Frecce Tricolori che celebrano la rinascita di Federica Brignone con un abbraccio visibile a chilometri di distanza, un presidente della Repubblica che abbandona il protocollo per stringersi a un’atleta che credeva di non farcela, e un paese che si specchia nelle sue imprese. Dall’altro, la rigidità glaciale di un regolamento che ha impedito a Vladyslav Heraskevych di gareggiare, di fatto escludendolo per non aver voluto rinunciare al volto dei suoi compatrioti morti. Un casco, un tratto di pista in meno, e la guerra – quella vera, lontana dai riflettori di Milano e Cortina – che torna a bussare prepotentemente allo sport.

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