Elezioni comunali 2026, Reggio Calabria cambia guida e Venezia resta al centrodestra
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Redazione Interno
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Le elezioni comunali 2026 hanno coinvolto oltre 6 milioni e mezzo di italiani chiamati alle urne per scegliere sindaci e consigli comunali in centinaia di Comuni italiani, compresi diversi capoluoghi di provincia e Venezia, unico capoluogo di Regione interessato dal voto. Lo scrutinio ha delineato un quadro molto articolato, con alcune conferme attese, diverse sorprese e numerose città destinate al ballottaggio. L’affluenza definitiva si è attestata al 60,06%, in calo di quasi cinque punti percentuali rispetto alla precedente tornata, mentre già nella prima giornata di voto era stata registrata un’affluenza del 46,31%.
La tornata amministrativa ha riportato sulla scena locale anche figure di primo piano della politica nazionale, in una campagna elettorale che in molti territori è stata vissuta come un ritorno diretto alle dinamiche del territorio. Da Nord a Sud, passando per le isole, le elezioni hanno rappresentato un banco di prova politico importante, soprattutto nei grandi centri urbani. Tra i dati più significativi emerge la vittoria del centrodestra a Reggio Calabria, città strappata al centrosinistra dopo dodici anni, e la conferma dello stesso schieramento a Venezia, considerata una delle sfide simbolo di questa tornata.
Le città conquistate e le conferme al primo turno
Il risultato più netto arriva da Reggio Calabria, dove il centrodestra conquista il Comune già al primo turno, ribaltando un equilibrio politico che durava da oltre un decennio. A Venezia, invece, il centrosinistra non riesce nell’obiettivo indicato come prioritario durante la campagna elettorale e il centrodestra mantiene il controllo della città. Sul fronte opposto, il centrosinistra riesce a confermarsi a Prato con Matteo Biffoni, sostenuto dal cosiddetto Campo Largo, mentre arrivano vittorie anche a Mantova, Pistoia e Avellino. Le amministrative hanno così consegnato un quadro diviso tra avanzate territoriali e aree dove gli equilibri precedenti sono rimasti sostanzialmente invariati.
Tra i risultati che hanno attirato maggiore attenzione c’è anche quello di Salerno, dove Vincenzo De Luca torna sindaco per la quinta volta con percentuali molto elevate. La città campana rappresenta un caso particolare all’interno della tornata elettorale, perché il successo ottenuto dall’ex presidente della Campania arriva in un contesto nazionale più complesso per il centrosinistra. Proprio Salerno viene indicata come una delle poche realtà in cui il Partito Democratico ottiene un’affermazione molto ampia, pur senza poterla rivendicare completamente sul piano politico nazionale.
Ballottaggi decisivi in diverse città italiane
Accanto alle vittorie definite già al primo turno, numerosi Comuni torneranno alle urne per il ballottaggio. Tra le città coinvolte c’è anche Agrigento, dove nessun candidato è riuscito a superare la soglia necessaria per l’elezione immediata. I ballottaggi diventano così il prossimo passaggio decisivo per completare il quadro politico emerso dalle amministrative del 24 e 25 maggio. In molte realtà il distacco tra i candidati è apparso contenuto, rendendo il secondo turno particolarmente aperto.
I risultati delle elezioni comunali confermano inoltre una forte frammentazione territoriale del voto. In alcune città il centrodestra consolida la propria presenza, mentre in altre il centrosinistra riesce a mantenere posizioni strategiche o a riconquistare amministrazioni locali. Venezia e Reggio Calabria rappresentano i simboli più evidenti di questa fase politica, insieme al ritorno di figure già note agli elettori locali. Le amministrative 2026 chiudono così una tornata segnata da sfide molto territoriali, da candidati con forte radicamento locale e da un’affluenza in diminuzione rispetto al passato.




