Zelig batte Rosso Volante negli ascolti tv del 23 febbraio, ma è sorpasso solo in termini di share

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La prima serata di lunedì 23 febbraio, quella che per intenderci ha visto il consueto duello tra l’intrattenimento leggero di Canale 5 e la fiction di Rai1, ha registrato un verdetto piuttosto chiaro dal punto di vista della percentuale di share, sebbene i numeri assoluti raccontino una storia leggermente diversa, più articolata e per certi versi controcorrente. A vincere la gara degli ascolti, stando ai dati diffusi nelle scorse ore, è stato il comedy show ‘Zelig 30 – Svisti e Mai Visti’, il programma che su Canale 5 ha proposto il meglio delle quattro puntate evento con cui lo storico cabaret ha celebrato il suo trentesimo anniversario -1-2. La trasmissione, che ha riportato sul palco Claudio Bisio e Vanessa Incontrada alla guida di un cast di comici praticamente corale – si sono rivisti, tra gli altri, Aldo Giovanni e Giacomo, Teresa Mannino, Geppi Cucciari e un Checco Zalone ripescato dagli archivi “preistorici” del programma – ha ottenuto il 17,5% di share, incollando davanti al televisore 1.966.000 spettatori -1-4.

Eppure, e qui sta la particolarità della serata, il dato grezzo dei telespettatori premia un’altra produzione, quella di Rai1. Il film tv ‘Rosso Volante’, pellicola che vedeva Giorgio Pasotti nei panni del celebre bobbista Eugenio Monti – l’atleta a cui è intitolata la pista olimpica di Cortina d’Ampezzo – ha interessato ben 2.393.000 individui, quasi quattrocentocinquantamila in più rispetto al varietà di Mediaset -6. Ma la differente durata dei programmi e la distribuzione del pubblico nelle varie fasce orarie hanno fatto sì che la percentuale di share premiasse Zelig, fermandosi per la fiction della rete ammiraglia pubblica a un pur rispettabile 14,9% -1. Un sorpasso, quello del comedy show, che è tutto sommato significativo perché dimostra come la memoria affettiva e la comicità collaudata possano ancora contendere il primato a produzioni nuove e magari più attese.

Scorrendo il resto del palinsesto della prima serata, si nota come le altre reti si siano dovute accontentare delle briciole, pur con punte di dignitoso seguito. Su Rai3, il talk show di approfondimento culturale ‘Lo Stato delle Cose’, condotto da Massimo Gramellini, ha totalizzato 1.267.000 spettatori e l’8,8% di share, un risultato solido per i canoni della terza rete -1-3. Rai2, dal canto suo, ha puntato sulla nostalgia e sul ballo, mandando in onda il film cult ‘Dirty Dancing – Balli proibiti’, che ha intrattenuto 1.184.000 appassionati, equivalenti a un 6,6% di share -1. Nessun’altra rete, in quella fascia, è riuscita a impensierire più di tanto i big, con Italia 1 che con ‘Run All Night – Una notte per sopravvivere’ ha raccolto 969.000 spettatori (5,7%) e Rete 4 che con ‘Quarta Repubblica’ di Nicola Porro si è fermata a 691.000 spettatori, pur pareggiando lo share del canale concorrente con un 5,7% -4.

La volata dell’access prime time vede La Ruota della Fortuna staccare Affari Tuoi

Spostando l’attenzione sulla fascia preserale e dell’access, quella che per intenderci detta il ritmo della serata e condiziona la partenza dei programmi successivi, il verdetto è stato netto e forse anche più interessante del prime time stesso. Il game show ‘La Ruota della Fortuna’, condotto su Canale 5 da Gerry Scotti, ha letteralmente dominato la scena, conquistando 5.207.000 telespettatori e un impressionante 24,9% di share -4. Un risultato che permette a Scotti di guardare con serenità alla concorrenza e di lanciare il suo Zelig con un traino poderoso. Dall’altra parte della barricata, su Rai1, ‘Affari Tuoi’ con Stefano De Martino ha comunque fatto registrare numeri più che dignitosi, con 4.853.000 spettatori e un 23,1% di share, a dimostrazione di quanto il gioco dei pacchi sia ormai un pilastro solido della televisione generalista, ma in questo caso costretto a cedere il passo alla macchina da guerra Mediaset -1.

Quel che emerge, insomma, è una fotografia di un pubblico che si frammenta e si ricompone in base all’offerta, con una quota di telespettatori che evidentemente preferisce la leggerezza e la risata corale del cabaret storico piuttosto che la biografia romanzata di un eroe dello sport. Resta da vedere, nelle prossime settimane, se questo trend reggerà all’impatto con altri appuntamenti, ma per ora la vittoria di Zelig, seppur solo in share, rappresenta una boccata d’ossigeno per la comicità cosiddetta “tradizionale” in un panorama televisivo sempre più dominato da talent e fiction.

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