Incendio alla Magic Pack di Gadesco, ordinanza per la popolazione e cassa integrazione per i dipendenti
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Redazione Interno
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Un'ordinanza urgente, che impone precauzioni stringenti, è stata diramata dal sindaco di Gadesco Pieve Delmona, Chiara Uggeri, nella giornata di ieri. Il provvedimento, reso necessario a seguito del vasto incendio divampato all’interno dello stabilimento della Magic Pack, ha effetto immediato per chi risiede o opera nel raggio di un chilometro dall’azienda. Ai cittadini, le cui case sono state investite dal fumo proveniente dalla combustione, viene imposto di tenere serrati tutti gli infissi esterni e di non utilizzare climatizzatori o pompe di calore che prelevino aria dall’esterno, una misura precauzionale volta a minimizzare l’inalazione di fumi potenzialmente nocivi. L’invito a tenere le finestre chiuse e a limitare gli spostamenti non necessari è stato esteso, con un appello analogo, anche alla vicina Vescovato, dove la colonna di fumo si è fatta ugualmente visibile.
Le operazioni di spegnimento e il monitoraggio ambientale
Le fiamme, che hanno avuto origine nelle prime ore dell’alba all’interno di un magazzino per poi propagarsi con rapidità, hanno interessato gran parte della superficie del capannone principale, mettendo a dura prova l’intervento delle squadre di soccorso. La natura dei materiali presenti in azienda, prevalentemente plastica e polistirolo, ha reso l’incendio particolarmente complesso da domare e, al contempo, ha sollevato immediate preoccupazioni per il possibile impatto ambientale. Per questo motivo, parallelamente all’azione dei Vigili del Fuoco, è stato sollecitato l’intervento dei tecnici di ATS e di Arpa, chiamati a valutare la qualità dell’aria e a monitorare la situazione, dato che la combustione di tali materiali può rilasciare sostanze inquinanti.
La notte di presidio e le ripercussioni sull’occupazione
Nonostante le fiamme visibili siano state spente, l’attività di presidio sul luogo del disastro è proseguita per tutta la notte. Tre squadre dei Vigili del Fuoco di Cremona, dotate di mezzi speciali, sono rimaste in loco per vigilare ed estinguere i numerosi piccoli focolai che potevano ancora riaccendersi tra le macerie, mentre il resto del personaggio giunto in rinforzo da altre province ha potuto fare rientro. Sul fronte del lavoro, intanto, si profilano conseguenze inevitabili per la forza lavoro. Marco Quarantini, segretario generale della Femca Cisl Asse del Po, ha confermato che per circa un centinaio di dipendenti si renderà necessaria la cassa integrazione, visto che lo stabilimento, pesantemente danneggiato, dovrà rimanere chiuso per un periodo di tempo che al momento non è possibile quantificare con precisione.
La priorità della sicurezza e lo scenario futuro
La prima verifica, come ha tenuto a precisare il sindacato, è stata quella di accertare l’assenza di persone nell’edificio al momento dello scoppio delle fiamme, un dato che ha portato sollievo poiché non si sono registrati infortuni tra i lavoratori. Resta ora un panorama di incertezza, con un’azienda paralizzata, un sito produttivo da bonificare e ripristinare, e famiglie che dovranno fare i conti con una sospensione temporanea del reddito. Le autorità continuano a seguire da vicino l’evolversi della situazione, soprattutto per quanto concerne gli aspetti sanitari legati alla dispersione dei fumi, mentre si attende una valutazione definitiva sull’entità dei danni e sui tempi necessari per un eventuale ritorno alla normalità.




