L’anticiclone regala l’ultimo weekend di caldo, poi la saccatura artica porta instabilità e fresco
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Redazione Interno
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Non è ancora finita, eppure si avverte già quella sottile frizione nell’aria che precede l’arrivo di un cambio di passo.
Il lungo ponte della Liberazione, quello che ha regalato assaggi d’estate con punte di 27 gradi – complice una solida struttura di alta pressione – sta per esaurire la sua spinta propulsiva verso l’estremità della settimana.
L’intera Val Padana, così come gran parte del versante tirrenico, ha goduto di un calore quasi anomalo per aprile; ma nelle prossime ore, come spesso accade in questo periodo di transizione segnato da forti contrasti termici, l’equilibrio sta per rompersi.
La saccatura che rosicchia i margini orientali dell’anticiclone
Fin da domani, lunedì 27 aprile, seppur in un contesto ancora apparentemente soleggiato, inizieranno a manifestarsi i primi segni di cedimento: infiltrazioni d’aria più fresca, originarie del Nord Europa (e in particolare da una saccatura artica che alberga sul comparto nord-orientale del continente), cominceranno a “rosicchiare” letteralmente i bordi orientali dell’anticiclone sub-tropicale.
Non si tratterà di un crollo verticale, intendiamoci, ma di un progressivo scalzamento che porterà a un incremento della nuvolosità già dalle ore centrali di martedì 28. L’atmosfera quasi estiva – quella che faceva salire il termometro tra gli 8 e i 10 gradi sopra la media del periodo sulle pianure del nord – cederà il passo a correnti decisamente più instabili.
Martedì, quindi, rappresenta lo spartiacque: il sole del mattino lascerà spazio all’accumulo di nubi sui rilievi e nelle aree interne, dove non è escluso lo sviluppo dei primi acquazzoni pomeridiani destinati a intensificarsi in serata.
Mercoledì e giovedì: il vortice di instabilità attraversa la Penisola
La vera svolta, secondo le analisi modellistiche attuali, arriverà tra mercoledì 29 e giovedì 30, quando un fronte più organizzato – alimentato da quel piccolo distaccamento di massa fredda scivolato sull’Europa centro-occidentale – attraverserà l’Italia da nord a sud.
Le piogge e i temporali, in questo frangente, diventeranno più diffusi.
Al Nord, in particolare sul Triveneto e sulle regioni alpine, il peggioramento sarà più sensibile già dalle prime ore; al Centro, le precipitazioni interesseranno dapprima il versante adriatico e le zone appenniniche, per poi estendersi gradualmente verso il basso Lazio e la Campania. Al Sud, invece, l’arrivo del fronte sarà più ritardato, con i primi effetti visibili solo tra giovedì e venerdì, sebbene con un’intensità, per il momento, ritenuta marginale rispetto al resto della Penisola.
E attenzione al termometro: il mercurio subirà un ridimensionamento piuttosto netto. Dopo i 27 gradi del weekend, le massime scenderanno ovunque, riportando i valori su soglie più consone al periodo primaverile.
Il primo maggio in bilico: l’incognita dell’ultimo aggiornamento
Proprio in questo contesto di transizione si colloca l’attesa per il primo maggio. La domanda che molti si pongono, naturalmente, è se la pioggia rovinerà la giornata di festa.
In questo caso, le proiezioni sembrano volgere al cauto ottimismo, perlomeno per le regioni centrali e settentrionali. Sebbene la settimana sia destinata a essere complessivamente fresca e instabile, tra venerdì 1° e sabato 2 maggio gli esperti intravedono una possibile, seppur debole, rimonta dell’alta pressione. In altre parole, la parte clou del ponte dei lavoratori potrebbe godere di una tregua: l’anticiclone, infatti, tenterà una timida risalita proprio in coincidenza con il finesettimana, garantendo ampie schiarite e un clima asciutto, almeno al Centro-Nord.
Non è però il momento di cantare vittoria: la saccatura artica, seppur in ritirata, lascerà comunque una coda di instabilità residua. Al Sud e sulle Isole Maggiori, in particolare, l’effetto del fronte freddo potrebbe persistere più a lungo, rendendo il primo maggio localmente nuvoloso o disturbato da rovesci sparsi.
Dove si scatenerà l’instabilità nei prossimi giorni
Nei prossimi tre giorni, l’evoluzione sarà rapida.
Oggi, domenica, è l’ultimo giorno di “estate”: sole prevalente su tutte le regioni, salvo qualche innocua velatura in transito. Da domani, l’instabilità inizierà a farsi sentire in modo localizzato: colpirà soprattutto le zone alpine di confine, i rilievi del Centro e le aree collinari del Nordest, dove l’aria calda in risalita incontrerà le prime infiltrazioni fredde in quota.
Il clou dei temporali è atteso tra martedì sera e mercoledì, quando l’intera dorsale appenninica, la Pianura Padana orientale e il versante adriatico centrale potrebbero fare i conti con nubifragi e colpi di vento. Giovedì, il grosso del maltempo migrerà verso il Sud, lasciando il Nord e il Centro in un progressivo miglioramento.




