Sciopero Orsa paralizza il trasporto regionale, coinvolti anche aeroporti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lo sciopero indetto dal sindacato Orsa, iniziato alle 3 di questa mattina e destinato a protrarsi fino alle 2 di domani, ha di fatto paralizzato il servizio ferroviario regionale, con ripercussioni significative sulla mobilità in Lombardia e non solo. Trenord, l’operatore ferroviario regionale, ha confermato che durante la mattinata si sono registrati “importanti ritardi, tra i 10 e gli 80 minuti”, sull’intera rete, nonostante la circolazione dei cosiddetti treni di garanzia. Questi ultimi, garantiti per legge durante le fasce protette, hanno permesso una circolazione regolare tra le 6 e le 9 del mattino, con oltre 350 convogli in servizio, ma al di fuori di queste finestre orarie la situazione è precipitata.

Dalle 9 in poi, infatti, la quasi totalità dei treni è stata cancellata, lasciando in funzione solo il 10% delle corse previste. Tra le linee più colpite, il Passante Ferroviario e il Malpensa Express, entrambi coinvolti in pieno dalla mobilitazione. La scelta di prolungare lo sciopero fino a domani, con una pausa tra le 18 e le 21 per garantire i treni essenziali, ha ulteriormente complicato la situazione, lasciando migliaia di pendolari in difficoltà.

Ma il disagio non si limita ai soli trasporti su rotaia. Lo sciopero ha coinvolto anche il personale di SEA Prime, che opera nello scalo di Milano Linate, e i dipendenti delle aziende di handling associate ad Assohandlers, attivi in numerosi aeroporti italiani, da Malpensa a Torino, da Fiumicino a Napoli. Anche l’aeroporto di Lamezia Terme, in Calabria, è stato interessato dalla protesta, con possibili ripercussioni sui voli e sui servizi di assistenza a terra.

La mobilitazione, che ha visto un’adesione significativa da parte dei lavoratori, è stata indetta per rivendicare miglioramenti salariali e condizioni di lavoro più dignitose, in un contesto in cui il settore dei trasporti è sottoposto a crescenti pressioni, sia per l’aumento del costo della vita sia per le criticità organizzative emerse negli ultimi anni.

Nonostante le fasce protette abbiano permesso di evitare il collasso totale del sistema, la giornata si è trasformata in un vero e proprio stillicidio di cancellazioni e ritardi, con ripercussioni a catena sui passeggeri. Trenord, da parte sua, ha cercato di limitare i danni, garantendo i treni essenziali nelle fasce orarie più critiche, ma al di fuori di queste finestre la circolazione è stata ridotta al minimo, lasciando molti viaggiatori in attesa di soluzioni alternative.

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