Putin a Pechino, perché l’asse Russia-Cina rafforza il sostegno all’Iran
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Redazione Esteri
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Putin a Pechino per due giorni di colloqui con Xi Jinping nel momento in cui Russia e Cina cercano di consolidare il loro rapporto strategico e rafforzare il sostegno all’Iran. La visita del presidente russo arriva appena una settimana dopo il viaggio di Donald Trump nella capitale cinese e viene osservata con attenzione sul piano internazionale. Vladimir Putin è stato accolto all’aeroporto dal ministro degli Esteri Wang Yi, mentre il comitato di benvenuto esponeva bandiere russe e cinesi. Sul tavolo non c’è soltanto il rapporto bilaterale tra Mosca e Pechino, ma anche il ruolo che le due potenze intendono giocare negli attuali equilibri geopolitici.
Secondo Ettore Greco, vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali, Russia e Cina hanno sviluppato diverse forme di cooperazione e condividono l’interesse a rafforzare ulteriormente il legame reciproco. L’incontro tra Xi Jinping e Vladimir Putin rappresenta quindi un passaggio politico rilevante, soprattutto in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni con gli Stati Uniti e dalla ricerca di nuovi equilibri internazionali. La visita del leader del Cremlino viene interpretata anche come una risposta indiretta ai tentativi americani di indebolire l’alleanza strategica tra Mosca e Pechino.
Gli accordi tra Russia e Cina e il peso della diplomazia di Xi Jinping
La misura della cooperazione tra Russia e Cina emerge anche dal numero di documenti bilaterali che Xi Jinping e Vladimir Putin si preparano a firmare al termine della visita di Stato. Si parla di circa quaranta accordi, un dato che sottolinea la volontà delle due leadership di consolidare i rapporti economici, energetici e politici. La stampa cinese ha presentato l’arrivo di Putin come una conferma del ruolo centrale assunto da Pechino nella nuova diplomazia globale, soprattutto dopo l’arrivo di Donald Trump nella capitale cinese.
Nel dibattito internazionale, la Cina continua a muoversi lungo una linea delicata. Da una parte cerca di mantenere relazioni stabili con gli Stati Uniti, dall’altra evita di allontanarsi dall’alleanza strategica con la Russia. In questo contesto, Xi Jinping appare come il punto di equilibrio di una fase geopolitica caratterizzata da tensioni crescenti e negoziati paralleli. La visita di Putin assume quindi anche un valore simbolico, perché rafforza l’immagine di una cooperazione stabile tra Mosca e Pechino nonostante le pressioni diplomatiche occidentali.
Le tensioni internazionali tra Ucraina, Iran e esercitazioni nucleari russe
L’arrivo di Vladimir Putin in Cina coincide con l’avvio di imponenti esercitazioni delle forze nucleari russe, un elemento che aumenta ulteriormente l’attenzione internazionale attorno alla visita. Nelle stesse ore è circolata anche una ricostruzione giornalistica secondo cui Xi Jinping avrebbe detto a Donald Trump che Putin si sarebbe pentito di aver iniziato l’operazione militare in Ucraina, versione poi smentita da Pechino. Il quadro resta quindi segnato da dichiarazioni, tensioni e messaggi diplomatici che accompagnano il confronto tra le principali potenze mondiali.
Il rafforzamento dell’asse tra Russia e Cina viene osservato anche per le possibili implicazioni sul sostegno all’Iran. L’intesa tra Mosca e Pechino si inserisce infatti in una fase in cui le relazioni internazionali stanno cambiando rapidamente e in cui le grandi potenze cercano nuovi spazi di influenza. La visita di Putin a Pechino mostra una convergenza politica che va oltre i singoli dossier e che coinvolge energia, sicurezza e strategia internazionale. Per questo il faccia a faccia con Xi Jinping viene considerato uno degli appuntamenti diplomatici più significativi delle ultime settimane.
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