Ultraleggero cade in una risaia, muoiono padre e figlia
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Redazione Interno
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Un velivolo ultraleggero si è schiantato sabato scorso in una risaia della campagna vercellese, in località Lamporo, spezzando le vite di Massimiliano Monticone, 49 anni, e di sua figlia Simona, appena diciottenne. I due, accomunati da una profonda passione per il volo, erano decollati per una delle loro consuete uscite, che si è però conclusa in modo tragico poche ore dopo, poco dopo mezzogiorno.
Le indagini sulla dinamica dell’incidente sono state avviate immediatamente dalla procura di Vercelli, che ha aperto un fascicolo a suo nome e ha disposto l’autopsia sui corpi delle due vittime. I magistrati, con la pm Maria Giovanna Compare a guidare le operazioni, dovranno ora appurare le cause precise dello schianto, valutando se all’origine vi possa essere stato un improvviso malore del pilota, un guasto tecnico al mezzo oppure, sebbene remota, la possibilità di un errore umano.
A parlare, in queste ore di profondo sconforto, è il figlio e fratello superstite, Matteo Monticone, che a soli 23 anni si ritrova ad affrontare una perdita doppia e insensata. «Nessuno mi restituirà mia sorella e mio papà», ha dichiarato, «ma voglio almeno sapere perché il loro aereo si è schiantato». Sottolineando con lucidità come il padre, esperto ufficiale dell’Aeronautica Militare in congedo nonché operatore radar per ENAV a Milano Linate, fosse un pilota navigato e prudente, aggiungendo che «non avrebbe mai messo in pericolo» la giovane figlia.




