Il dolore di Campofelice per Matteo, il giovane attaccante morto a 17 anni nello scontro sulla statale 113

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio dell’11 marzo ha spezzato la vita di Matteo Messina, un ragazzo di soli diciassette anni, sulla strada statale 113 nel territorio di Cefalù. Il giovane, che si trovava alla guida del suo scooter, un Kimko 125, è stato coinvolto in uno scontro frontale con una Citroen C3, un impatto la cui violenza non gli ha lasciato scampo nonostante l’immediato intervento dei sanitari del 118. Le forze dell’ordine, giunte sul posto per i rilievi del caso e per gestire la viabilità, stanno ora cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto su quel tratto della “Settentrionale Sicula”, in un incidente che ha trasformato un normale tragitto di ritorno a casa in una tragedia. Matteo, che frequentava l’istituto alberghiero Mandralisca di Cefalù, stava infatti facendo rientro dalla famiglia a Campofelice di Roccella, dove ad attenderlo c’erano i genitori, il fratello e la sorellina, quando la sua esistenza è stata stroncata.

Le due passioni di un ragazzo solare, il calcio e la cucina, nel ricordo di chi lo conosceva

Matteo era un ragazzo che viveva di sogni semplici e concreti, diviso tra l’amore per lo sport e quello per la gastronomia, due mondi che riempivano le sue giornate e definivano la sua giovane personalità. Scendeva in campo con i compagni di squadra del Soccer Tirreno Cerda Giuseppe Macina, nel ruolo di attaccante, e chi lo ha visto giocare lo descrive come un talento genuino, capace di mettere gioia e passione in ogni partita. Parallelamente all’attività sportiva, infatti, Matteo coltivava anche l’interesse per la cucina, maturato tra le mura del ristorante di famiglia, la “Torre di Elena” a Campofelice di Roccella, dove era cresciuto e dove in tanti lo avevano visto sin da bambino destreggiarsi tra i fornelli e la sala, sempre con un sorriso e la sua nota cordialità. Un binomio, quello tra il campo da calcio e il lavoro nel locale, che lo rendeva felice e che oggi rende il vuoto lasciato ancora più tangibile e straziante per chi lo amava.

Il lutto cittadino annunciato dal sindaco e la comunità sotto choc per la perdita del giovanissimo bomber

La notizia della morte del diciassettenne ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Campofelice di Roccella, che si è stretta attorno alla famiglia Messina in un abbraccio collettivo fatto di silenzio e preghiera. Il sindaco Peppuccio Di Maggio, attraverso una lettera pubblicata sui canali social ufficiali, ha voluto esprimere un dolore che ha definito “immenso, difficile perfino da raccontare”, sottolineando come la scomparsa di Matteo rappresenti una ferita profonda non solo per i suoi cari ma per l’intera cittadina. “Ci sono notti che sembrano non finire mai”, ha scritto il primo cittadino, annunciando la sua intenzione di proclamare il lutto cittadino in occasione dei funerali del ragazzo, un gesto doveroso per onorare la memoria di un giovanissimo concittadino strappato alla vita in circostanze così tragiche e incomprensibili. La società sportiva in cui Matteo militava ha affidato al silenzio dei social il proprio stato d’animo, parlando di un dolore che lascia senza parole e di un ragazzo che, per la sua allegria e disponibilità, rappresentava un piccolo sole per tutti coloro che avevano la fortuna di incrociarlo.

Il dramma sulla 113 e lo strascico di un interrogativo sulla dinamica dello scontro frontale

Sulla dinamica precisa dell’incidente che è costato la vita al giovane attaccante, gli inquirenti mantengono al momento il massimo riserbo, in attesa di completare tutti gli accertamenti tecnici necessari. Quel che è certo è che lo schianto tra lo scooter condotto da Matteo Messina e la Citroen C3 è stato frontale e di una violenza inaudita, tale da sbalzare il ragazzo dalla sella e provocargli ferite letali. L’impatto è avvenuto in un orario pomeridiano, sulla strada statale che collega Cefalù ai centri limitrofi, un’arteria spesso trafficata e, purtroppo, teatro in passato di altri incidenti. La salma del diciassettenne è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre ulteriori approfondimenti per chiarire eventuali responsabilità, mentre la comunità attende di potergli dare l’ultimo saluto. I compagni di squadra lo hanno già salutato con un messaggio che racchiude lo sgomento di tutti: “Corri forte, campione, ovunque tu sia”.

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