Fiat Tipo, fine della corsa per la berlina della famiglia Ægea
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Redazione Economia
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Nata nel 2015 all'interno del progetto Ægea – quel programma che avrebbe dovuto sviluppare una famiglia di modelli globali partendo dalla Turchia – la Fiat Tipo dice addio. La Casa torinese l’ha rimossa dal configuratore ufficiale del proprio sito, un gesto simbolico che chiude di fatto la commercializzazione della compatta dopo una carriera durata poco più di dieci anni.
La produzione, va detto, continuerà ancora per qualche settimana nello stabilimento di Bursa, ma dal punto di vista commerciale non è più possibile ordinare un esemplare nuovo da personalizzare; gli acquirenti dovranno accontentarsi delle unità ancora in stock presso la rete concessionaria.
Tre carrozzerie e un solo destino
La Tipo, lo ricordiamo, era stata concepita per adattarsi a gusti molto diversi tra loro, a seconda del mercato di riferimento: in patria abbiamo imparato a conoscerla nelle varianti berlina, hatchback a cinque porte e station wagon, mentre in Turchia – dove si è rivelata un vero e proprio fenomeno di massa – rispondeva al nome di Fiat Egea. Se poi si attraversa l’Oceano per arrivare in Messico, la stessa vettura assumeva la calandra del marchio Dodge e si chiamava Neon, quasi a voler sottolineare la vocazione internazionale di un prodotto pensato per piacere un po’ a tutti.
Nonostante le premesse, il mercato ha premiato questa strategia: parliamo di circa 700.000 unità assemblate in undici anni, un numero che dimostra come l’approccio pragmatico e concreto della scuola italiana abbia ancora un certo fascino, almeno agli occhi di chi cerca un mezzo razionale e senza troppe pretese.
L’ampia offerta di motori e il restyling del 2020
Nel corso della sua decennale carriera, la Tipo è stata abbinata a una gamma piuttosto variegata di propulsori: si partiva dai tradizionali benzina aspirati per arrivare ai più moderni FireFly, passando attraverso i parchi diesel Multijet – veri e propri cavalli di battaglia per chi macinava chilometri – e concludendo con le versioni mild hybrid a 48 volt, introdotte per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più attenta ai consumi.
Un aggiornamento importante è arrivato nel 2020, quando il restyling di metà carriera ha portato con sé un nuovo frontale, fari a led e, soprattutto, l’introduzione della versione Cross; quest’ultima, caratterizzata da un assetto rialzato e da protezioni in plastica grezza sui passaruota, cercava di cavalcare l’onda dei crossover urbani senza però rinunciare alla sostanza di una familiare.
L’eredità delle nuove Grizzly e Fastback
Lo spazio lasciato libero dalla Tipo non resterà comunque vuoto per molto tempo. La Fiat sta già preparando il terreno per l’arrivo di due nuovi modelli, battezzati internamente come Grizzly e Grizzly Fastback, che andranno a posizionarsi proprio nello stesso segmento ereditandone la clientela. Si tratta di due suv – uno più classico e familiare, l’altro dal profilo filante da coupé – costruiti sulla piattaforma Smart Car, la stessa che equipaggia la nuova Grande Panda, e dovrebbero debuttare ufficialmente al Salone di Parigi di quest’anno.
La produzione, al contrario di quanto accadeva per la Tipo, verrà spostata dalla Turchia al Marocco, precisamente nello stabilimento Stellantis di Kenitra, segnando così la fine di un’epoca anche per l’impianto di Bursa che verrà riconvertito alla produzione di veicoli commerciali leggeri.
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