In attesa dell'Odissea di Nolan, ecco perché il mito di Ulisse continua a parlarci
In occasione dell’uscita del film «Odissea» di Christopher Nolan, Focus (canale 35) ha trasmesso il documentario «Ulisse: il primo eroe». Il protagonista omerico è descritto non come un semidio né un super-guerriero, bensì come un uomo comune: re di un’isola povera, marito fedele, padre assente suo malgrado, sopravvissuto alla guerra di Troia e costretto a un viaggio di dieci anni per ritrovare la strada di casa. (Corriere della Sera)
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Raccontami l’uomo, Musa, l’uomo multiforme, versatile, geniale, che da centinaia di anni prima di Cristo domina la nostra immaginazione. Ma con un aedo (il rapper Travis Scott) che ne canta le gesta, l’inganno del cavallo che permette agli Achei di saccheggiare finalmente Troia, nella sala del suo palazzo prima di essere interrotto seccamente dalla regina Penelope (Anne Hathaway). (Domani)
Quindi prende i fatti dell’Odissea di Omero e comincia a montar… (la Repubblica)
“Viviamo tra le macerie” si dicono Odisseo e Penelope nel momento cruciale della storia, quello in cui lui torna a casa sotto le mentite spoglie di un vecchio mendicante e lei comincia a sospettare che quell’uomo sia il marito finalmente tornato a casa. (Cinematografo)
Pubblicazione: 16 luglio alle 09:00 “Non riuscivo a crederci. (BadTaste)
Odissea: l'Omero di Nolan è uno spettacolo sensoriale, ma fortemente americano. Monumentale Matt Damon. Recensione Il regista anglo-americano, aiutato da un cast impressionante e da un impianto audiovisivo senza precedenti, setta lo standard per i kolossal futuri Roberto Ciucci Giornalista Instagram (Libero)
Sia chiaro, Matt Damon è bravissimo, un Ulisse impeccabile (da Oscar, immaginiamo, anzi glielo auguriamo). Pattinson è Antinoo, pretendente tra i più insistenti e vili di Penelope (Hathaway), moglie di Ulisse, alle prese con una tela, con il dolore, con un figlio (Tom Holland) che non ha mai conosciuto il padre, e che di sé stessa dice: «Sono seduta da 20 anni su un trono che solo un uomo può occupare». (Vanity Fair Italia)