Il rischio è concreto, ma io resto: De Zerbi scommette tutto sul Tottenham anche in caso di caduta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quando si accettano certe sfide, lo si fa con la consapevolezza di poter toccare il fondo prima di risalire. Roberto De Zerbi, nell’intervista di presentazione pubblicata sui canali ufficiali del club, ha voluto eliminare ogni possibile equivoco riguardo al suo futuro, che ha legato indissolubilmente a quello degli Spurs a prescindere da qualsiasi esito sportivo. “Ho firmato per cinque anni – ha spiegato il tecnico bresciano – perché per me rappresenta una grande sfida, forse la più importante della mia carriera, e guiderò il Tottenham anche la prossima stagione in ogni caso”. Un’affermazione, questa, che suona come una promessa e allo stesso tempo come un avvertimento per chi già vedeva nel contratto pluriennale una semplice clausola rescissoria in caso di retrocessione, ipotesi che il diretto interessato ha voluto spazzare via con decisione.

Un progetto che prescinde dalla classifica attuale

Il tecnico arriva in un momento oggettivamente complicato per la società londinese, la quale naviga in acque pericolose con un margine di appena un punto sulla zona che vale la caduta in Championship. Tuttavia, De Zerbi non ha nascosto la propria ambizione sotto il peso dell’urgenza, anzi, ha ribaltato la prospettiva: se da un lato c’è una salvezza da conquistare nelle sette giornate rimanenti, dall’altro esiste un’entità che va ben oltre la contingenza. Il Tottenham, anche se disastrato e disastroso sul piano dei risultati, resta pur sempre uno dei club più importanti del vecchio continente, con uno stadio all’avanguardia come il New White Hart Lane e una solidità finanziaria tale da poter investire cifre importanti sul mercato senza particolari ripensamenti. L’ex allenatore di Brighton e Marsiglia, che ha già dimostrato di sapersi destreggiare in contesti di pressione massima, sembra aver trovato in questo contrasto – la possibilità di costruire dal basso mentre si spegne un incendio – la molla ideale per mettersi in gioco.

La bufera Greenwood e la risposta in italiano

Non è mancato, tuttavia, un primo scossone mediatico prima ancora del debutto ufficiale in panchina. L’arrivo di De Zerbi ha sollevato più di un malumore tra alcune frange del tifo organizzato, le quali hanno espresso perplessità riguardo a delle vecchie dichiarazioni rilasciate dal mister ai tempi del Marsiglia, relative al caso che coinvolge l’attaccante Mason Greenwood. In quel frangente, l’allenatore aveva parlato di un ragazzo che aveva pagato a caro prezzo i propri errori, scatenando la reazione del Tottenham Hotspur Supporters’ Trust, che ha chiesto chiarezza sui valori sostenuti dal club. Consapevole della delicatezza della questione, De Zerbi ha scelto di rispondere nella sua lingua madre, l’italiano, forse per restituire alle parole quella profondità e quella cautela che l’uso di una seconda lingua a volte può tradire. “Non ho mai voluto sminuire il problema della violenza contro le donne – ha dichiarato – e chi mi conosce sa che non sono il tipo di persona che scende a compromessi pur di vincere una partita in più”. Ha aggiunto, mostrandosi dispiaciuto per chi si fosse sentito offeso, che ha una figlia e che per questo è particolarmente sensibile a certe tematiche, auspicando che il tempo possa aiutare a comprendere il senso autentico delle sue parole.

Dalla teoria alla pratica: la filosofia del possesso rimandata

Se da un lato l’aspetto comunicativo ha richiesto immediata attenzione, dall’altro c’è la dura realtà del campo, quella che aspetta De Zerbi alla ripresa del campionato. Alla domanda su quale volto avrà il suo Tottenham, se sarà quello della costruzione dal basso ad ogni costo o del gioco d’attacco che lo ha reso celebre in Premier League ai tempi del Brighton, l’allenatore ha scelto la via del pragmatismo. “Non credo sia il momento giusto per parlare della mia filosofia calcistica – ha tagliato corto – perché adesso dobbiamo vincere le partite”. Un’affermazione che lascia intendere come, nel breve periodo, l’aspetto tattico puro possa passare in secondo piano rispetto alla necessità di ricostruire una mentalità vincente all’interno di uno spogliatoio scosso. Ciò che chiede ai suoi giocatori, in questa fase, è principalmente coraggio e la consapevolezza di avere le qualità per uscire dal pantano, ripartendo partita dopo partita, a cominciare dal prossimo impegno. E proprio questa capacità di adattarsi al momento, mettendo da parte per un istante gli schemi estetici a cui ci aveva abituato, potrebbe rivelarsi la sua carta più vincente per dimostrare che, nonostante la polvere e il rumore, il progetto è solido.

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