PUN alle stelle: l'impennata record che accende i riflettori sul mercato elettrico e sulle bollette
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Redazione Economia
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Nella seduta di borsa di ieri, quella del 16 luglio 2026, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'energia elettrica ha toccato la quota record di 170,47 euro al megawattora. Un valore che rappresenta un vero e proprio shock, se si considera che segna un incremento di circa 4,50 euro rispetto al giorno precedente, allontanandosi in modo significativo dalla media mensile di luglio che si attesta su valori ben più contenuti, intorno ai 0,28 euro al kilowattora.
La fiammata, che ha spinto il prezzo dell'energia ai massimi degli ultimi trenta giorni, non è che l'ultimo atto di una settimana caratterizzata da una volatilità impressionante, con un rialzo del 10,3% registrato solo tre giorni fa, il 13 luglio, a testimonianza di un mercato in forte tensione.
Il contesto: tensioni geopolitiche e domanda estiva
L'impennata del PUN non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio, già da tempo segnato da turbolenze. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a rappresentare un fattore di pressione determinante sul costo delle materie prime importate in Europa, influenzando direttamente il prezzo del gas e, di conseguenza, quello dell'energia elettrica, che in Italia è ancora in larga parte prodotta da centrali termoelettriche.
A questo si aggiunge il consueto picco stagionale della domanda, che nei mesi estivi, complice l'uso massiccio di condizionatori, spinge i consumi verso l'alto, accentuando la tensione sulla rete e facendo lievitare i prezzi all'ingrosso. Non a caso, il PUN mensile di luglio, pur attestandosi su una media stimata tra i 118 e i 125 euro al megawattora, mostra un incremento rispetto a giugno, invertendo la tendenza al ribasso che aveva caratterizzato i mesi precedenti.
Come il PUN influenza la bolletta: i meccanismi del mercato
Per comprendere l'impatto di un simile rialzo, è fondamentale ricordare cosa sia il PUN e come funzioni. Il Prezzo Unico Nazionale è il prezzo medio dell'energia elettrica scambiata sulla Borsa Elettrica Italiana (IPEX) per il giorno successivo. Si tratta, in sostanza, del prezzo all'ingrosso che i fornitori pagano per acquistare l'energia, prima di rivenderla al consumatore finale. Il PUN è espresso in euro per megawattora, ma per averlo in bolletta, dove si paga al kilowattora, bisogna dividerlo per 1000.
Se il PUN sale a 170,47 euro/MWh, significa che il costo base della sola materia prima energia arriva a circa 0,170 euro al chilowattora. Un'offerta a prezzo indicizzato, che si basa sulla formula "PUN + spread del fornitore", subisce quindi un rincaro immediato e diretto. L'ondata di caldo e le incertezze internazionali hanno così portato il mercato all'ingrosso a toccare vette che non si vedevano da tempo, mettendo in allarme famiglie e imprese già provate dall'inflazione.
Le alternative per i consumatori: le offerte a prezzo fisso
Di fronte a questa impennata, chi ha sottoscritto un contratto a prezzo variabile si trova a fare i conti con una bolletta che, per il mese in corso, sarà inevitabilmente più salata. Per questo motivo, diversi esperti e analisti suggeriscono di valutare attentamente il passaggio a una tariffa a prezzo fisso, che blocca il costo dell'energia per un periodo di tempo prestabilito, solitamente da 12 a 24 mesi.
Questa soluzione, che non permette di beneficiare di eventuali cali del PUN, offre però un vantaggio fondamentale in momenti di volatilità come questo: la certezza del costo e la possibilità di pianificare le spese domestiche senza sorprese. Sul mercato, infatti, sono già disponibili diverse offerte a prezzo fisso che, per un consumo annuo tipico, si attestano su valori compresi tra 0,20 e 0,25 euro al kilowattora, mentre le tariffe indicizzate, in un momento come questo, possono diventare molto più onerose.
L'andamento del gas e le prospettive future
L'attenzione non è focalizzata solo sulla luce. Anche il prezzo del gas, misurato dal PSV (Punto di Scambio Virtuale), mostra un andamento in rialzo, con l'ultimo valore disponibile che ha raggiunto i 0,617 euro per standard metro cubo, segnando un incremento del 2,3% rispetto al giorno precedente. L'interconnessione tra i due mercati, gas ed elettricità, è un fattore chiave da tenere sotto controllo, poiché un eventuale ulteriore rialzo del metano potrebbe esercitare una pressione al rialzo anche sui prezzi dell'energia elettrica nei prossimi mesi.
In questo scenario, caratterizzato da una forte incertezza e da una volatilità destinata a proseguire, la scelta dell'offerta più adatta alle proprie esigenze e la consapevolezza dei meccanismi di formazione del prezzo diventano strumenti essenziali per navigare un mercato energetico sempre più complesso e mutevole.




