I baci a Travaglio, gli youtuber e il "fantasma" di Grillo al corteo M5S. E il Pd condannato a fare l'ospite

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marco Travaglio non è ancora salito sul palco, ma la folla lo ha già adocchiato e, tra evviva e baci strappati all’entusiasmo, lo accoglie come una star. Lui, che di solito non brilla per riserbo, ricambia con sorrisi compiaciuti, mentre i fotografi si accalcano per catturarne l’espressione trionfante. Tra la bolgia, qualcuno riconosce La Taverna, e una voce romana si stacca dal brusio: «Ammazza quanti semo!». È cronaca battente, ma è anche la fotografia di un movimento che, almeno per un giorno, riesce a coagulare energie disparate.

Intanto, il Pd arranca nel ruolo di comparsa. La decisione di partecipare alla manifestazione contro il riarmo promossa dal Movimento 5 Stelle ha scatenato una guerra tra correnti, con una parte del partito che vede nella scelta un cedimento su temi divisivi come la difesa. Ma Elly Schlein, dopo giorni di tensioni, può tirare un sospiro di sollievo: la piazza, infatti, non ha registrato contestazioni eclatanti verso i dem, se non qualche fischio isolato.

Tra gli ospiti internazionali spicca Marc Botenga, eurodeputato belga del Parti du Travail, che durante il corteo sottolinea l’importanza di sfidare «il pensiero unico bellicista». La sua presenza, così come quella di Rifondazione comunista, Avs e realtà sindacali, dimostra come l’evento abbia attratto un arcipelago di soggetti ben oltre i confini del movimento.

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