Giochi del Mediterraneo, indagini per tentata violenza sessuale sulla nave degli atleti. Identificato un calciatore marocchino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La squadra Mobile della Polizia di Taranto sta conducendo accertamenti su un presunto caso di tentata violenza sessuale ai danni di un'atleta francese, fatto che sarebbe avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 agosto a bordo della nave da crociera “Aroya”. Il grande traghetto, attrezzato per ospitare gli atleti in occasione dei Giochi del Mediterraneo, si trova attraccato dal 16 agosto al molo della base navale della Marina Militare, nel cuore del capoluogo jonico, e sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta dalla Procura di Taranto.

La presunta vittima, una giovane atleta di 25 anni che gareggerebbe nell'atletica leggera, ha raccontato agli inquirenti di aver subito un approccio sessuale indesiderato, riuscendo a divincolarsi e a chiedere aiuto, richiamando così l'attenzione del personale di bordo.

La denuncia e l'identificazione del presunto aggressore

Secondo le prime ricostruzioni, l'atleta francese avrebbe respinto l'assalto del suo aggressore e l'episodio sarebbe stato subito segnalato alle autorità, con l'intervento dei medici del 118 e della polizia che hanno accompagnato la ragazza in ospedale per gli accertamenti del caso, dai quali non sarebbero comunque emerse lesioni fisiche.

La giovane, dopo le cure del caso, ha fatto rientro al villaggio atleti, mentre gli investigatori hanno già identificato il presunto responsabile, un calciatore di nazionalità marocchina che, stando alle informazioni raccolte finora, avrebbe fatto rientro nel Paese d'origine nella mattinata di ieri, al seguito della propria delegazione. Al momento, come riferito da fonti vicine alle indagini, nei confronti del giovane atleta non è stato adottato alcun provvedimento restrittivo, e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle risultanze emerse finora.

Il ruolo delle telecamere di sorveglianza

Un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per la ricostruzione della dinamica dei fatti è rappresentato dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati sulla nave, in particolare quelle posizionate nei pressi dell'area della piscina, dove i due atleti avrebbero trascorso diverso tempo insieme prima dell'accaduto.

La polizia sta infatti vagliando con attenzione i filmati acquisiti, nella speranza di ottenere riscontri oggettivi che possano confermare o smentire le versioni fornite dalle persone coinvolte, e in queste ore gli agenti stanno ascoltando diversi testimoni presenti al momento dei fatti, per raccogliere tutti gli elementi utili a chiarire i contorni di una vicenda che ha scosso la tranquillità della manifestazione sportiva.

Le indagini proseguono per verificare la fondatezza della denuncia, e gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione i movimenti e gli incontri tra i due atleti, senza escludere che possano emergere ulteriori dettagli nelle prossime ore.

Il contesto dei Giochi del Mediterraneo

I Giochi del Mediterraneo, che si stanno svolgendo proprio a Taranto e che si chiuderanno domani sera, hanno visto la partecipazione di migliaia di atleti provenienti da diversi Paesi, ospitati sulle navi da crociera che fungono da villaggio olimpico, una soluzione logistica scelta per far fronte alla capienza ricettiva del territorio.

L'episodio denunciato, che per la Procura di Taranto è stato inizialmente inquadrato come tentata violenza sessuale e tentati abusi sessuali, ha portato alla luce le misure di sicurezza e i protocolli di emergenza attivati in occasione di un evento di tale portata, con la presenza costante di personale sanitario e delle forze dell'ordine pronte a intervenire in caso di necessità.

La notizia, filtrata attraverso le agenzie di stampa e i quotidiani locali, ha acceso i riflettori sulle dinamiche interne alla “città galleggiante” che ospita gli atleti, mentre la magistratura e la polizia continuano a lavorare in assoluto riserbo per fare piena luce sull'accaduto.

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