Bimba di 11 mesi ingerisce ketamina, tre denunciati tra cui la madre
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Redazione Interno
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Nel tardo pomeriggio di sabato 18 aprile, un’ambulanza ha fatto ingresso al Policlinico Gemelli di Roma con a bordo una bambina di appena 11 mesi, immediatamente trasferita in terapia intensiva pediatrica – il reparto diretto dal professor Giorgio Conti – dopo che i medici hanno accertato l’ingestione di una pasticca di ketamina. La piccola, secondo quanto ricostruito, avrebbe scambiato la sostanza stupefacente per una caramella mentre giocava all’interno di un box, in un’abitazione situata nelle case popolari dell’Albuccione, zona periferica a nord-est della Capitale che ricade nel territorio comunale di Guidonia Montecelio. Le sue condizioni, seppur gravi al momento del ricovero avvenuto intorno alle 18, sono state successivamente stabilizzate: i parametri vitali risultano nella norma, così come il quadro neurologico, sebbene la permanenza nel reparto di rianimazione pediatrica rimanga necessaria per monitorare eventuali evoluzioni della funzionalità epatica e renale, spesso compromesse da questo tipo di sostanze.
La dinamica dell’incidente e il contesto familiare
L’episodio si è consumato all’interno di un’abitazione popolare dove, secondo le prime verifiche dei carabinieri intervenuti sul posto, la bambina viveva insieme alla madre in una struttura che fa da casa famiglia. È stato proprio il personale sanitario, una volta accertata la natura dell’intossicazione tramite esami tossicologici, a dare l’allarme alle forze dell’ordine; queste ultime hanno avviato immediatamente un’inchiesta giudiziaria, concentrandosi sulla disponibilità della droga in un ambiente domestico frequentato da una neonata. La procura di Tivoli, che coordina le indagini, ha già provveduto a iscrivere nel registro degli indagati tre persone, tra cui la madre della piccola, tutte denunciate a piede libero per lesioni colpose aggravate e per omissione di cure, ipotesi di reato che assumono contorni particolarmente gravi data l’età della vittima.
Gli sviluppi giudiziari e la situazione clinica
La ketamina, come noto, è un anestetico dissociativo utilizzato in medicina veterinaria e umana – sebbene il suo impiego a fini ricreativi sia diffusissimo – che a dosi elevate può provocare depressione respiratoria, coma e danni neurologici permanenti; nel caso specifico, i medici del Gemelli hanno escluso conseguenze immediate sul sistema nervoso centrale, ma non hanno ancora sciolto la prognosi. La denuncia a piede libero, in questo frangente, non implica necessariamente un allontanamento della madre dalla bambina: il tribunale per i minorenni dovrà valutare se disporre o meno un provvedimento di allontanamento, sulla base delle relazioni dei servizi sociali e degli accertamenti sulla capacità genitoriale. Intanto, la piccola resta sedata e monitorata costantemente, in un letto del reparto diretto da Giorgio Conti, mentre gli inquirenti cercano di risalire alla provenienza della pasticca – se acquistata per uso personale o destinata allo spaccio – e alle eventuali responsabilità degli altri due denunciati, dei quali non sono state rese note le generalità né il grado di parentela o vicinanza con il nucleo familiare.
Il contesto territoriale e le indagini in corso
L’Albuccione, quartiere popolare di Guidonia Montecelio, non è estraneo a episodi legati al traffico di stupefacenti, sebbene la cronaca locale abbia raramente registrato casi di somministrazione accidentale a bambini così piccoli. I carabinieri della compagnia di Tivoli hanno sequestrato l’abitazione e raccolto le testimonianze dei vicini, nessuno dei quali avrebbe notato comportamenti sospetti nelle ore precedenti il ricovero. La madre, ascoltata dagli inquirenti, avrebbe fornito una versione degli eventi in cui ammette la negligenza – senza però chiarire come la pasticca sia finita all’interno del box giochi – mentre per gli altri due indagati si attendono gli esiti degli interrogatori. Il policlinico Gemelli, da parte sua, ha diffuso un breve aggiornamento clinico nel quale si ribadisce la stabilità della paziente, senza tuttavia autorizzare alcuna previsione sui tempi di dimissione o sulla possibile assenza di sequele a distanza.




