La maledizione di Pompei colpisce ancora: una turista restituisce i reperti rubati dopo essere stata colpita dal cancro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una giovane turista inglese, dopo aver sottratto alcuni reperti dal sito archeologico di Pompei, ha deciso di restituirli a causa di una presunta "maledizione". La turista ha inviato un pacchetto contenente i reperti di pomice rubati, accompagnati da un biglietto anonimo scritto in inglese.

La maledizione di Pompei

La cosiddetta "maledizione di Pompei" è una diceria popolare che circola da generazioni. Secondo questa credenza, chiunque rubi un frammento dell'antica città romana passerà sette anni di guai. Questa maledizione sarebbe stata lanciata da uno storico direttore degli scavi di Ercolano e Pompei, che ha diretto gli scavi dal 1924 al 1961.

La restituzione dei reperti

Dopo aver scoperto di essersi ammalata di cancro, la turista ha deciso di restituire i reperti rubati, credendo di essere stata colpita dalla "maledizione della Pompei antica". Ha rispedito i reperti al Parco archeologico di Pompei, accompagnati da una lettera in cui esprimeva il suo pentimento.

La risposta del direttore del Parco archeologico

Il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha risposto alla lettera della turista, augurandole buona fortuna per il futuro. Ha confermato che le pietre di pomice erano arrivate a Pompei e ha espresso il suo apprezzamento per il gesto di pentimento della turista.

In conclusione, la storia della turista inglese che ha restituito i reperti rubati a Pompei mette in luce la persistenza della credenza nella "maledizione di Pompei". Questa credenza continua a influenzare le azioni dei visitatori del sito, nonostante non ci siano prove concrete della sua esistenza.

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