L'aurora boreale illumina l'Italia in una notte magica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Uno spettacolo di luce e colore, raro a queste latitudini, ha incantato la penisola nella notte tra l'11 e il 12 novembre, tingendo il cielo notturno con pennellate di rosso, verde e viola. L'evento, che ha trasformato l'atmosfera in un palcoscenico di sfumature irreali, è stato osservato da Nord a Sud, dalle vette alpine fino alle coste sarde, regalando un'immagine di straordinaria bellezza a chi ha avuto la fortuna di assistervi. Il fenomeno, tecnicamente noto come aurora polare, si verifica quando le particelle cariche emesse dal Sole interagiscono con i gas presenti nell'alta atmosfera terrestre, un processo che, sebbene complesso, dà vita a quelle che molti definiscono semplicemente "le luci del Nord".
Il cielo in fiamme dalle Dolomiti al Plan de Corones
Nelle ore che hanno preceduto l'alba, il buio sopra le Dolomiti si è dissolto in un turbinio di tonalità accese, come ha documentato il fotografo Mario De Marco con uno scatto rivolto verso Agordo e Frassené Agordino. La sua immagine, catturata intorno alle quattro del mattino, ritrae un cielo di fuoco, silenzioso e maestoso, dove il rosso, il viola e il verde danzavano insieme. Lo stesso incantesimo si è ripetuto, con intensità variabile, in altre regioni settentrionali; dalla Val di Fiemme alla Val Venosta, fino alle Alpi Carniche, molti hanno potuto sollevare lo sguardo verso uno spettacolo che di solito è appannaggio di latitudini ben più settentrionali. Anche l'Alto Adige è stato avvolto da tinte violacee e rosa intenso, con il Plan de Corones che faceva da quinta a un'esplosione cromatica senza precedenti per la zona.
La causa: una potente tempesta geomagnetica
All'origine di questo evento eccezionale vi è una tempesta geomagnetica di classe G4, classificata come "molto intensa" dal Centro di previsione meteorologica spaziale del NOAA. Tale livello, che è il penultimo nella scala di intensità che arriva a G5, è stato innescato dall'arrivo simultaneo di due distinte espulsioni di massa coronale, ossia gigantesche nubi di plasma proiettate nello spazio dalla nostra stella. Una di esse è stata accompagnata da un brillamento solare di potenza elevatissima, registrato come X5.1, il più forte dell'anno fino a questo momento. Questo improvviso rilascio di energia, oltre a generare le aurore, ha provocato significativi blackout radio, interrompendo le comunicazioni ad alta frequenza soprattutto in Europa e Africa, sul lato del pianeta esposto al Sole al momento dell'impatto.
Previsioni e monitoraggio scientifico
L'evento non era del tutto inatteso, poiché era stato previsto dagli esperti del NOAA e segnalato con anticipo da portali di divulgazione scientifica. L'attività solare, che segue cicli ben precisi, è costantemente monitorata da una rete di satelliti e osservatori, i quali analizzano il vento solare e le macchie sulla superficie della stella per prevederne gli effetti sul nostro pianeta. Questi studi permettono non solo di anticipare la possibilità di osservare aurore a latitudini insolite, ma anche di valutare i potenziali impatti sulle infrastrutture tecnologiche, dalle telecomunicazioni alle reti elettriche, che possono risentire delle violente fluttuazioni del campo magnetico terrestre.




