La telefonata tra Gerry Scotti e Stefano De Martino: “Abbiamo un accordo” per la pace dell’access prime time

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dal palco del Festival della Tv di Dogliani, dove ha ricevuto il Premio Fiat alla carriera, Gerry Scotti ha raccontato di aver preso il telefono e di aver chiamato direttamente Stefano De Martino, il suo diretto competitor di Rai 1. corriere +3

L’oggetto del confronto, come rivelato nel corso dell’incontro con la critica Alessandra Comazzi, era tanto semplice quanto rivoluzionario per gli equilibri della tv generalista: mettere fine alla deriva dell’access prime time, quella fascia che negli ultimi mesi ha costretto milioni di telespettatori a fare i conti con la sveglia mattutina pur di arrivare alla fine del proprio quiz preferito. corriere +3

Scotti, alternando ironia e analisi lucida, ha rivelato che l’intesa con De Martino esiste già: “L’ho sentito questa mattina, ci eravamo già parlati da tanto tempo, sia io che Stefano siamo d’accordo che i nostri programmi di Access Prime Time debbano finire alle 21.30”.

Una vera e propria “Pax di Dogliani”, la definisce lui, immaginando quasi un atto formale in cui i due condottieri degli ascolti depositano le armi della durata per restituire un po’ di respiro alla programmazione notturna. ilmattino +3

Il peso dei numeri e la schizofrenia dello spettatore

Scotti, nel suo intervento, ha però operato una distinzione fondamentale, scindendo la sua anima in due entità distinte per spiegare la complessità del fenomeno. Da un lato c’è il “signor Virginio” (il suo vero nome), il semplice cittadino che la sera si siede in poltrona.

“Il signor Virginio intorno alle 22 si addormenta e si unisce all’urlo di dolore della popolazione italiana”, ha ammesso il conduttore, rivendicando la legittimità della protesta popolare contro l’allungamento selvaggio dei programmi. corriere +3

Dall’altro lato, però, c’è il Gerry Scotti imprenditore, quello che guarda i conti e i dati di ascolto.

In questo momento, ha sottolineato, la sfida tra “La Ruota della Fortuna” e “Affari Tuoi” rappresenta un unicum statistico: ciascuno dei due programmi veleggia intorno al 25% di share, generando un bacino complessivo che in alcune sere tocca i 12 milioni di spettatori.

Un fenomeno che, a suo dire, “non accadeva dal dopoguerra”, e che definisce persino “sovrannaturale” per la salute del mezzo televisivo in era di frammentazione digitale. libero +3

Le ragioni del paradosso: canone e pubblicità

Se l’accordo umano e professionale tra i due conduttori è dunque già saldamente stipulato (Scotti non ha nascosto la profonda stima per il collega, invidiandogli “solo l’età” e la capacità di mantenere il senso delle misure nonostante il successo precoce), la strada per l’applicazione pratica di questo orario (le 21.30, appunto) appare ancora lastricata di ostacoli economici sostanziali. 361magazine +3

Scotti ha sollevato un tema politico-industriale spinoso: perché dovrebbe essere l’operatore commerciale, quello che campa esclusivamente di pubblicità e non riceve un euro dal canone né dagli abbonamenti, il primo a fare un passo indietro?

Finché la torta pubblicitaria dell’access sarà così ricca, ha fatto intendere il conduttore di Canale 5, chiedere a Mediaset di accorciare i tempi equivale a chiedere un sacrificio economico non dovuto, soprattutto quando dall’altra parte (la Rai) esiste una fonte di finanziamento garantita come il canone in bolletta. corriere +3

Un duello che tiene in scacco i palinsesti

La dinamica che tiene il pubblico con il fiato sospeso (e spesso gli occhi semi chiusi per la stanchezza) è quella di una competizione leale ma spietata. Se il programma di De Martino finisce per allungarsi, quello di Scotti è costretto a inseguire per non perdere il testimone degli ascolti, e viceversa.

Questa rincorsa ha già portato a un allungamento progressivo della durata dei due game show, che spesso erodono i minuti della prima serata vera e propria. 361magazine +3

La proposta della “Pax di Dogliani” rappresenta quindi un tentativo simbolico di uscire da questa spirale: un’intesa tra i due protagonisti che, se recepita dai vertici delle rispettive reti, potrebbe davvero restituire un ritmo più umano alla programmazione. Per ora, però, la palla passa ai direttori di rete, mentre il pubblico guarda e aspetta. corriere +3

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