Mara Venier, la signora della domenica compie 75 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mara Venier compie 75 anni, una traiettoria che dall’esordio come modella negli anni settanta l’ha portata a diventare un volto simbolo del piccolo schermo, capace di unire generazioni diverse attraverso un linguaggio popolare e diretto. La sua carriera, che si è dipanata tra cinema e televisione con uguale disinvoltura, ha conosciuto una svolta decisiva con la conduzione di "Domenica In", programma del quale è divenuta l’interprete più longeva e con cui ha stabilito un record di presenze, diventando una presenza fissa e rassicurante per il pubblico italiano. La sua vita privata, del resto, ha spesso intersecato la sfera professionale, come quando, sul set di "Diario di un italiano", conobbe colui che sarebbe divenuto il suo compagno, Pier Paolo Capponi, dal quale è nato un figlio; un percorso esistenziale, il suo, costellato di esperienze che ne hanno forgiato l’indole schietta e passionale.
Tra commedie e negozi, gli anni ottanta
Mentre la sua fama televisiva iniziava a consolidarsi, Venier non abbandonò il cinema, dedicandosi a pellicole che sono rimaste nel immaginario collettivo, come "Zappatore" di Alfonso Brescia, e partecipando a film insieme a Jerry Calà, con il quale intrecciò una relazione sentimentale sfociata in un matrimonio di breve durata. Parallelamente, dimostrando un’innata versatilità imprenditoriale, aprì un negozio di abbigliamento in Campo de’ Fiori, gestendo con energia sia le sue apparizioni sul grande schermo sia un’attività commerciale, segno di uno spirito pratico e intraprendente che ha sempre caratterizzato il suo approccio alla vita.
L'icona televisiva e il rapporto con il pubblico
È però nel salotto domenicale che Mara Venier ha trovato la sua dimensione più autentica, trasformando il programma in un appuntamento fisso, un luogo di confidenze e racconti dove lei, con la sua capacità di mescolare ironia e sentimento senza mai scadere nella banalità, si è offerta al pubblico come una figura familiare, una zia alla quale affidare le proprie storie. La sua gag ricorrente sull’addio alla trasmissione, puntualmente smentita dal suo ritorno ogni settembre, è diventata parte del folklore televisivo, un rituale che gli spettatori ormai aspettano e che lei stessa cavalca con autoironia, scegliendo persino una sigla che suona come una dichiarazione di resistenza.
L'evoluzione di un'immagine pubblica
Il suo look, nel corso dei decenni, ha seguito l’evoluzione dei costumi e della moda, riflettendo i cambiamenti non solo di un’intera epoca ma anche del suo percorso personale, da giovane attrice a conduttrice di punta della rete ammiraglia. Senza mai rinnegare le sue origini o la sua verve popolana, ha saputo adattare la propria immagine mantenendo intatta quella riconoscibilità che è uno dei suoi tratti distintivi, confermandosi un’icona di stile non convenzionale e profondamente radicata nel sentire comune, qualcuna che, pur cambiando, è rimasta sostanzialmente se stessa.




